Quindi, oggi...

Meloni ora "accerchia" Speranza: "Inchiesta sulla gestione del Covid"

Fdi pronta a presentare una proposta di legge per la commissione d'inchiesta sul Covid. Lega e Italia Viva favorevoli. Il discorso del premier: "Non replicheremo il modello" Speranza

Meloni ora "accerchia" Speranza: "Inchiesta sulla gestione del Covid"

È come se fosse un cerchio che si stringe. E che in parte si chiude, almeno per Fratelli d’Italia. Il licenziamento definitivo della “linea Speranza” nella gestione del Covid per il partito di Giorgia Meloni non passa solo (o non soltanto) dal fatto che al dicastero della Salute non c’è più l’esponente di Sinistra Italiana. È un primo passo, certo. Ma insufficiente. Lo si è capito dal discorso programmatico del presidente del Consiglio alla Camera. E lo conferma la volontà di Fdi di aprire una commissione d’inchiesta sulla gestione del Covid. Un accerchiamento, appunto.

Che poi a pensarci bene non si tratta di una novità. Almeno non per Fdi. I lettori del Giornale sapranno che da almeno un paio di anni da quelle sponde arriva la richiesta di indagare su cosa sia andato storto dal febbraio 2020 ad oggi. Lo fece presente alla Camera Galeazzo Bignami, in un duro intervento contro Roberto Speranza in occasione della mozione di sfiducia nei suoi confronti. Lo ribadì Marcello Gemmato, che con il collega emiliano portò avanti le richieste di de-secretazione dei verbali del Cts.

“Qualcosa, decisamente, non ha funzionato”, ha sintetizzato oggi la Meloni in quello che è il succo di un lungo passaggio sul coronavirus. Il leader ha sì ricordato le centinaia di migliaia di vittime. Ha sì ringraziato i medici, i lavoratori dei servizi pubblici essenziali e il terzo settore. Ma si è rifiutata di spacciare l’approccio italiano come “il modello” migliore del mondo. “L’Italia - ha detto - ha adottato le misure più restrittive dell’intero occidente, arrivando a limitare fortemente le libertà fondamentali di persone e attività economiche, ma nonostante questo è tra gli Stati che hanno registrato i peggiori dati in termini di mortalità e contagi”. Un modello fallimentare che “non replicheremo in nessun caso”. Al contrario, il premier intende favorire una “informazione corretta”, preferendo “la prevenzione e la responsabilizzazione” alla “coercizione”. In sintesi: ascolterà la scienza, fanno sapere fonti di partito, senza “prese di posizione ideologiche”. Meloni cercherà di ascoltare “i medici sul campo” anziché affidarsi a “linee guida scritte da qualche burocrate”, sempre che i piani pandemici non vengano ignorati o disattesi. Ma sopratutto cercherà di “fare chiarezza su quanto successo durante la gestione della crisi pandemica”, andando a scovare chi “faceva affari milionari con la compravendita di mascherine e respiratori”. Ma non solo.

L’accerchiamento intorno all'eredità di Speranza si muove come detto su più fronti. Il primo riguarda la scelta del sostituto del ministro, ovvero una figura che - per quanto già all’Iss e con posizioni diverse da Fdi sul green pass - ha un profilo decisamente tecnico. Un atto di "discontinuità" rispetto a Draghi, che si era tenuto il leader di Sinistra Italiana nonostante gli errori del Conte I. Il che si traduce in un cambio di strategia: in incaso di un'eventuale nuova pandemia, o a un ritorno del covid, le decisioni su obblighi vaccinali, chiusure e green pass sarà probabilmente in capo al premier. E non a viale Lungotevere Ripa 1.

Il secondo punto è invece la richiesta dell’inchiesta parlamentare sulla gestione del covid. Fonti di Fdi fanno sapere che a breve verrà depositata una proposta di legge. E l’idea sta già raccogliendo l’accordo sia della Lega che di Italia Viva. “Matteo Renzi è da sempre in prima linea su questo e non farà mancare il suo contributo”, hanno riferito fonti di Iv. "Ottima notizia - ribadisce la capogruppo al Senato Raffaella Paita - da anni ripetiamo che è necessario fare chiarezza sulla gestione della pandemia, che vanno rivelate alcune opacità che riguardano gli acquisti dei dispositivi sanitari come le mascherine o i ventilatori cinesi”. Anche il Carroccio, da quanto dichiarato dal capogruppo Riccardo Molinari, ha ripresentato la proposta già avanzata per indagare “sull’operato del Governo Conte II”. Esultano i familiari delle vittime di Bergamo: “Confidiamo ora - dice l’associazione Sereni e sempre uniti - che queste parole trovino concretezza". Perché è arrivato il momento di "indagare a 360°".

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