da Roma
Fuoco incrociato sulla presenza in territorio italiano delle "squadracce" americane dell'Ice per garantire la sicurezza della delegazione Usa durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina che si apriranno a San Siro il 6 febbraio. Polemiche accese sui danni causati dal maltempo in Sicilia e a cui il governo - dicono Pd e M5s - starebbe rispondendo con fondi insufficienti. E muro contro muro sul disegno di legge in materia di violenza sessuale in discussione in commissione Giustizia al Senato. Una sola giornata e tre diversi fronti aperti tra maggioranza e opposizione. Con una notizia (o non notizia, a seconda della prospettiva). Per la prima volta dall'ottobre 2022, da quando Giorgia Meloni siede a Palazzo Chigi, il Giorno della memoria in cui l'Italia ricorda l'Olocausto non è infatti oggetto di polemica e dibattito su quanto leggera, affettata, forte o determinata sia la presa di distanza della premier dalla macchina della morte nazista che - con la complicità del fascismo - ha perpetrato uno degli stermini più disumani della storia. Eppure, fino all'anno scorso, la questione era oggetto di dibattito, scontro e polemica politica, con la corsa a testare quando la presa di distanza pubblica del centrodestra - con Fdi ovviamente sul banco degli imputati - fosse o no netta, categorica, non fraintendibile. Come se davvero un governo - per quanto di destra - potesse strizzare l'occhio all'abisso della Shoah.
Il cambio di passo è arrivato ieri, con Meloni che - come sempre - ha partecipato al Quirinale alla giornata che celebra l'anniversario della liberazione del campo di concentramento nazista di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio del 1945 per mano dell'Armata rossa. Ieri è stata l'81esima ricorrenza. E, forse per la prima volta, non abbiamo assistito al dibattito - ormai un po' stantio - sull'uso del termine "fascismo" da parte della premier e sull'improbabile gradazione della sua presa di distanza.
"Il 27 gennaio di ottantuno anni fa, con l'abbattimento dei cancelli di Auschwitz - dice Meloni - il mondo ha visto con i suoi occhi l'abisso della Shoah. Da quel momento tutto è cambiato". E ancora: "La più grande macchina di morte concepita nella storia dell'umanità mostrava a tutti la sua ferocia e il suo disegno diabolico. Milioni di persone strappate dalle loro case e uccise nei campi di sterminio, solo perché di religione ebraica. Un piano congegnato per cancellare dall'Europa ogni traccia della presenza, millenaria e feconda, degli ebrei e delle comunità ebraiche". Insomma, dice la premier, "oggi celebriamo i Giusti di ogni nazione che non esitarono a mettere a rischio la loro vita per opporsi al disegno nazista".
E, aggiunge ribadendo quanto già detto in occasione della Giornata della memoria dello scorso anno, "torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni". "Una pagina buia - conclude - della storia italiana, sigillata dall'ignominia delle leggi razziali del 1938".