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Governo

Meloni: "Pagina buia e fascismo complice". E per la prima volta la sinistra non attacca

La premier: la Shoah un abisso di morte. "Le leggi razziali del 1938 un'ignominia"

Meloni: "Pagina buia e fascismo complice". E per la prima volta la sinistra non attacca

da Roma

Fuoco incrociato sulla presenza in territorio italiano delle "squadracce" americane dell'Ice per garantire la sicurezza della delegazione Usa durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina che si apriranno a San Siro il 6 febbraio. Polemiche accese sui danni causati dal maltempo in Sicilia e a cui il governo - dicono Pd e M5s - starebbe rispondendo con fondi insufficienti. E muro contro muro sul disegno di legge in materia di violenza sessuale in discussione in commissione Giustizia al Senato. Una sola giornata e tre diversi fronti aperti tra maggioranza e opposizione. Con una notizia (o non notizia, a seconda della prospettiva). Per la prima volta dall'ottobre 2022, da quando Giorgia Meloni siede a Palazzo Chigi, il Giorno della memoria in cui l'Italia ricorda l'Olocausto non è infatti oggetto di polemica e dibattito su quanto leggera, affettata, forte o determinata sia la presa di distanza della premier dalla macchina della morte nazista che - con la complicità del fascismo - ha perpetrato uno degli stermini più disumani della storia. Eppure, fino all'anno scorso, la questione era oggetto di dibattito, scontro e polemica politica, con la corsa a testare quando la presa di distanza pubblica del centrodestra - con Fdi ovviamente sul banco degli imputati - fosse o no netta, categorica, non fraintendibile. Come se davvero un governo - per quanto di destra - potesse strizzare l'occhio all'abisso della Shoah.

Il cambio di passo è arrivato ieri, con Meloni che - come sempre - ha partecipato al Quirinale alla giornata che celebra l'anniversario della liberazione del campo di concentramento nazista di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio del 1945 per mano dell'Armata rossa. Ieri è stata l'81esima ricorrenza. E, forse per la prima volta, non abbiamo assistito al dibattito - ormai un po' stantio - sull'uso del termine "fascismo" da parte della premier e sull'improbabile gradazione della sua presa di distanza.

"Il 27 gennaio di ottantuno anni fa, con l'abbattimento dei cancelli di Auschwitz - dice Meloni - il mondo ha visto con i suoi occhi l'abisso della Shoah. Da quel momento tutto è cambiato". E ancora: "La più grande macchina di morte concepita nella storia dell'umanità mostrava a tutti la sua ferocia e il suo disegno diabolico. Milioni di persone strappate dalle loro case e uccise nei campi di sterminio, solo perché di religione ebraica. Un piano congegnato per cancellare dall'Europa ogni traccia della presenza, millenaria e feconda, degli ebrei e delle comunità ebraiche". Insomma, dice la premier, "oggi celebriamo i Giusti di ogni nazione che non esitarono a mettere a rischio la loro vita per opporsi al disegno nazista". E, aggiunge ribadendo quanto già detto in occasione della Giornata della memoria dello scorso anno, "torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni". "Una pagina buia - conclude - della storia italiana, sigillata dall'ignominia delle leggi razziali del 1938".

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