È morto a 90 anni Gordon Liddy. Fu il "regista" del Watergate

Dopo gli anni in carcere divenne una star dell'ultra destra inneggiando alla superiorità dei bianchi

È morto a 90 anni Gordon Liddy. Fu il "regista" del Watergate

Un pezzo di storia che se ne va. George Battle Liddy, morto ieri a 90 anni in Virginia, resterà per sempre legato al più grande scandalo politico americano: il Watergate. Quello che all'inizio degli anni '70, con il caso dello spionaggio dei democratici da parte dei repubblicani, costò il posto da presidente degli Stati Uniti a Richard Nixon. Ma il regista della trama era stato Liddy: ex agente federale, uomo di punta dell'estrema destra, il consigliere di Nixon progettò il piano per entrare nel Watergate, sede del quartier generale dei democratici, e spiare le riunioni politiche del comitato elettorale. Il piano faceva parte di una serie di azioni illegali che avrebbero dovuto garantire la rielezione, come poi avvenne nel '72, di Nixon. Ma l'irruzione segreta, nel cuore della notte, da parte di alcuni finti ladri, scatenò il panico in Liddy, che raccontò tutto all'allora ministro della Giustizia John Mitchell. La storia non sarebbe emersa in tempi utili se non fosse stato per l'ostinazione di due giovani giornalisti del Washington Post, Carl Bernstein e Bob Woodward, che, grazie a una «gola profonda» all'interno dell'amministrazione, vennero a conoscenza di questo tentativo di spionaggio interno. Il giornale tirò fuori la storia e il presidente fu costretto a dimettersi, il 9 agosto '74, segnando la fine della sua carriera politica. Per Liddy le conseguenze furono più gravi dal punto di vista penale: accusato di cospirazione, venne condannato a vent'anni, poi ridotti a otto grazie all'amnistia decisa dal presidente democratico Jimmy Carter. Con la buona condotta, Liddy si fece solo quattro anni di carcere. Da quel momento cominciò la sua seconda vita. L'oscuro ex consigliere di Nixon diventò un'icona dell'estrema destra e la sua autobiografia raggiunse cifre record, con oltre un milione di copie vendute. In pratica, lo scandalo Watergate che lo aveva affossato, si rivelò l'evento straordinario che lo aveva trasformato in personaggio pubblico. Non per niente, in segno di eterna gratitudine, l'ex spia della Casa Bianca aveva voluto per la sua Volvo, naturalmente nera, una targa speciale, in cui le prime tre cifre erano la formula dell'acqua, in inglese «water», e il resto veniva da sè. La targa era H20Gate.

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