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Nazionale, bilanci e infiltrazioni. L'anno orribile del calcio catapultato in un altro "2006"

Un sistema allo sbando che pensava di essersi lavato la coscienza con Calciopoli

Nazionale, bilanci e infiltrazioni. L'anno orribile del calcio catapultato in un altro "2006"
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Non ci facciamo mancare proprio nulla. Annus horribilis avrebbe detto Elisabetta II regina, il calcio italiano continua ad agitarsi nel fango delle sabbie mobili, non gliene va bene una che sia una, la nazionale di Gattuso si fa eliminare dalla Bosnia Erzegovina e non va al mondiale di Trump&Infantino, la bufala del ripescaggio muove e commuove anime beate, il presidente Gravina rassegna le dimissioni e un minuto dopo attacca il governo, il sistema, il Paese, forse la Nato, propaganda elettorale per il successore, vertici e consultazioni da strapaese, in contemporanea vengono fuori storiacce di donne facili per calciatori difficili, sesso a pagamento, la Milano imbruttita è sempre all'erta, si potrebbero chiedere informazioni e consulenze a Corona&Lacerenza rettori magnifici del settore; infine la Procura, già nota alle cronache per il proprio attivismo solerte in ogni arte, sgancia la bomba nel giorno della Liberazione, il capo degli arbitri avrebbe frodato, intervenendo in smart working, sulle decisioni dei varisti di Lissone, beccati da telecamere clandestine.

È un incrocio tra una pochade e una porcata, non c'è luce nemmeno in fondo al tunnel, il calcio affonda tra debiti da bancarotta immediata con disinvolti bilanci finanziari mai controllati seriamente; i tifosi della Lazio, in odio a Lotito, disertano lo stadio Olimpico, quelli del Torino, cantando, invitano Urbano Cairo a vendere e sparire, quelli del Bari urlano contro i De Laurentiis padre e figlio, le curve di San Siro sono discariche di criminalità varia ed avariata, omicidi, spaccio, ricatti, altrove non si sta meglio, insabbiate ma esistenti e resistenti le inchieste sulle infiltrazioni mafiose, si segnalano rinvii a giudizio e sentenze per violenza di gruppo, è il caso di Manolo Portanova condannato a sei anni di galera epperò, secondo la Corte d'Appello federale, potrà continuare a giocare fino a quando non arriverà il verdetto della Cassazione.

Ci vorrebbe un gigantesco, cosmico o comico Var per mettere a fuoco e mandare alle fiamme tutto questo repertorio che sta rovinando il gioco più bello, così dicevano e dicevamo. È un mondo di parolai e di privilegiati, un po' da sempre, perché i calci-attori, tali sono ormai diventati, hanno goduto di protezione e aiuti, così i dirigenti e, perché mai tirarci fuori, anche i giornalisti, una giostra spesso trasformata in vespaio. Catastrofismo? Ma va, è il Bignami di quello che accade ogni minuto, prima, durante e dopo il novantesimo più eventuale recupero, a ribadire il concetto, mettiamoci pure l'indecoroso spettacolo del mondiale Fifa, una americanata secondo usi e malcostumi di qualunque sport che si disputi negli States, là dove la partita, l'incontro, la sfida sono un pretesto per fare altro, per okkupare lo sport con il business più esasperato, torneo a 48 squadre, concerti musicali durante l'intervallo, costo dei biglietti a 10mila dollari.

D'accordo, ma che c'entrano Rocchi e tutto il resto? C'entrano eccome, fanno parte di un sistema che ritiene di essersi lavato la coscienza nel duemila e sei, condannando a prescindere, radiando a volontà, "assolvendo" a piacere; ma, rispetto ad allora, ha ancora di più "le mani sporche" ed è, come si conclude l'opera teatrale di Bernard Sartre: "Non recuperabile". Le ultime di cronaca possono sconvolgere l'estate, la folla chiede teste e tituli, il sospetto è il compagno di ogni azione, c'è sempre bisogno di merda e sangue, Rino Formica così descriveva la politica ma va benissimo per il football nostrano.

Tranquilli, in fondo non è successo nulla, stasera si gioca Milan-Juventus, nei giorni a seguire feste per lo scudetto, lacrime per la retrocessione eppoi tutti all'Olimpico di Roma, il 13 maggio, finale Inter-Lazio di coppa Italia, alla presenza di autorità di ogni tipo e censo, destra e sinistra assieme, inciucio a centrocampo, sorrisi, abbracci, ricchi premi e cotillons, forse anche l'Inno di Mameli. Ci sarà anche Rocchi? Ai poster l'ardua sentenza.

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