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"Nel futuro mi vedo come romanziere. Ma se il Pd ha bisogno posso candidarmi"

L'ex governatore Emiliano: "Ecco il mio primo libro, sto già lavorando al secondo". Il Csm boccia l'incarico con Decaro

"Nel futuro mi vedo come romanziere. Ma se il Pd ha bisogno posso candidarmi"
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Magistrato e politico. Alla soglia dei 66 anni compiuti, Michele Emiliano, due volte governatore del Pd della Puglia e sindaco di Bari per 6 anni, è all'alba di una terza vita. Quella da scrittore. Prova a cimentarsi come romanziere di intrighi internazionali. Raccontatore di storie d' amore e omicidi. Non abbandona però il sogno di un seggio in Parlamento: "Se il Pd ha bisogno ci sono", dice rispondendo all'ipotesi di una candidatura alle Politiche nel 2027. Intanto arriva il terzo stop da parte del Csm, l'organo di autogoverno della magistratura, La terza commissione boccia la richiesta avanzata dall'ex governatore di aspettativa per diventare consulente del presidente della Puglia Antonio Decaro.

Emiliano è uno e trino. Con l'esito negativo della pratica al Csm, l'ex governatore è pronto a rimettere la toga da pubblico ministero: "Voglio l'antimafia". Non ha dubbi. Vuole tornare in trincea contro i clan. Perché proprio l'antimafia? Solo incarichi di primo piano? "No, assolutamente. Perché è il mestiere che so fare meglio" precisa in un colloquio con il Giornale. Ritornando all'Emiliano romanziere. Ieri a Bari, alla libreria Feltrinelli, alle 18 e 30 c'è stato il debutto ufficiale con la presentazione dell'opera (prima) intitolata "L'Alba di San Nicola" di Solferino editore. Tutto parte da Bari e finisce a Napoli, la città indicata da Emiliano tra le sedi preferite per rientrare in magistratura. Il libro è un racconto di storie che si incrociano tra la Prima guerra mondiale e intrighi internazionali. Il personaggio chiave è il maresciallo Piemontese, un militare fedele al Re che si traveste da investigatore. Nel colloquio con Il Giornale Emiliano rifiuta l'idea che sia alla vigilia di una terza vita: "In realtà ho una vita sola nella quale mi è capitato di fare cose diverse nelle quali però c'è sempre coerentemente il mio modo di affrontare la meraviglia e l'angoscia dell'esistenza. Come Cirano mi sono sempre mosso pensando che l'essenza stia nel battersi per le cose in cui si crede senza farsi prendere dalla tentazione di non fare nulla per paura di sbagliare", confida l'ex magistrato che si sente un eroe coraggioso pronto a combattere contro i potenti. L'addio (momentaneo) alla politica è stata la spinta per completare il lavoro già iniziato due anni fa. Emiliano ammette: "Non pensavo proprio a scrivere un libro. Semplicemente l'editore Solferino me lo ha chiesto e dopo due anni di lavoro sono riuscito a finirlo. Il libro per spiegare meglio il presente fa esempi di cose già avvenute. Poi ci ho infilato dentro un'indagine per omicidio e un processo con un finale a sorpresa. È un libro che parla bene dei soldati che ci credono definendolo come gli unici pacifisti professionisti", spiega l'esponente dem. La pratica dell'ex governatore, dopo lo stop della terza commissione, passerà al vaglio finale del plenum del Csm. Resta sul tavolo un'altra opzione: Emiliano chiede il via libera per essere consulente della commissione del Senato sulle condizioni di lavoro in Italia presieduta da Tino Magni di Avs. In caso di no, per Emiliano si profilerebbe il quasi certo ritorno in magistratura. La prima scelta è l'Antimafia. Poi a seguire le destinazioni di Abruzzo e Campania. Lui ammette: "Decaro soffre la mia presenza. Lo capisco". Non ne fa un dramma.

Ha già in cantiere il secondo libro: "La casa editrice mi spinge a scrivere ancora e sto pensando ad una nuova indagine per il Maresciallo dell'Esercito Michelangelo Piemontese. Ho la tentazione di accettare di nuovo la sfida di una casa editrice coraggiosa" annuncia al Giornale. Emiliano ci crede. Intanto, aspetta notizie positive sulla nuova richiesta al Csm.

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