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"Non mi sembra assurdo...". Monti evoca la patrimoniale

In tv il professore sembra accarezzare l'ipotesi della patrimoniale, poi si corregge: "Non occorre subito...". E sulla pace fiscale scatta il suo primo monito al governo di centrodestra

"Non mi sembra assurdo...". Monti evoca la patrimoniale

Dovrebbe essere scacciato a prescindere. Respinto senza troppo margine di considerazione. Eppure, lo spettro della patrimoniale continua ad aleggiare in certi dibattiti sul futuro economico del Paese. Evocato all'occorrenza come provocazione, o forse come tentazione che ancora fatica a svanire. L'argomento, giustappunto, è stato richiamato all'attenzione proprio oggi nel corso di un intervento televisivo di Mario Monti. La fatidica misura è stata citata su La7, in diretta a Tagadà, e all'udirla l'ex premier non si è nemmeno scomposto più di tanto.

Patrimoniale, le parole di Monti

Anzi, imbeccato dalla conduttrice Tiziana Panella, in un primo momento l'economista era quasi sembrato propenso all'ipotesi paventata. Cercando di parafrasare un concetto espresso da Monti poco prima, la giornalista aveva infatti chiosato: "Quindi si potrebbe anche fare uno scostamento di bilancio, magari chiedendo un contributo e - dirò una parolaccia - una patrimoniale a chi ha di più...". Risposta dell'ex premier: "La parolaccia l'ha pronunciata lei, ma il suo percorso logico non mi sembra palesemente assurdo". Affermazioni che anche in studio erano state interpretate come un'apertura all'eventualità della patrimoniale. "In buona sintesi il suo è un sì...", aveva affermato anche la stessa Panella.

"No a condoni e pace fiscale"

Il professore varesino dev'essersi però accorto di aver accelerato un po' e così, in un intervento immediatamente successivo, ha precisato: "Non ho né parlato né pensato, oggi, alla patrimoniale. Dire che tutto graverà sulle generazioni future non è un passaggio automatico alla patrimoniale, però di mezzo ci sta la seguente cosa: io sarei decisamente contrario a ulteriori condoni e alla pace fiscale che abbiamo visto nel programma di alcuni partiti". Al netto della rettifica sulla patrimoniale, l'ex premier ha così bocciato quella che - secondo alcune indiscrezioni di stampa - potrebbe essere una delle mosse del prossimo governo: un condono delle cartelle esattoriali per assicurare più liquidità alle casse dello Stato.

"Non occorre subito fare il salto alla patrimoniale, ci sono altre cose di buona amministrazione che sono importanti", ha aggiunto Monti. Poi, da parte sua, è scattato il consiglio non richiesto a Giorgia Meloni: "Lei disse di guardare al modello di Margaret Thatcher. Quello è un esempio non privo di interesse (...) Ma si richiederebbe una svolta alla presidente Meloni. In Italia, a eccezione di quasi tutti i Paesi avanzati, la concorrenza non suona bene a destra. Ma sarebbe un'importante carta in mano".

Già nelle scorse settimane l'ex premier aveva espresso la propria contrarietà alla pace fiscale proposta in particolare dalla Lega, definendo quel provvedimento "da brividi". La risposta piccata di Matteo Salvini non si era fatta attendere.

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