Leggi il settimanale

La notte più lunga per la Santanchè e lo sfogo privato: attaccata per fatti precedenti la nomina

Ore di riflessione per il ministro che discute le mosse con i fedelissimi. Nota ufficiale: oggi sarà al suo posto

La notte più lunga per la Santanchè e lo sfogo privato: attaccata per fatti precedenti la nomina
00:00 00:00

Si dimette, non si dimette. È la notte più lunga di Daniela Santanchè che chiede tempo alla premier prima di gettare la spugna. E non vuole essere accomunata a Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi, le cui teste sono state tagliate dalla premier in un pomeriggio di resa dei conti. Santanchè consulta gli amici più stretti, si considera un'imprenditrice entrata nel mirino dei pm dopo l'ingresso in politica. Insomma, niente a che fare con le scivolate del sottosegretario ormai ex.

Lei non molla, questa mattina si vedrà, anche se il finale sembra ormai scritto. Giorgia Meloni non la vuole più nella sua squadra.

Lo schiaffo arrivato dalle urne è stato troppo forte e i contraccolpi si sentono, eccome. Il pomeriggio consegna la resa della coppia di via Arenula: le agenzie battono in successione l'addio dei due. Però il ministro resiste, il clima si fa pesante e all'ora dei tg Palazzo Chigi scarica la titolare del turismo con una nota che non lascia margini a nessuna mediazione: Meloni esprime "apprezzamento per la scelta di Delmastro e Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti", poi passa a Santanché: "Auspico che sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal ministro del Turismo Daniela Santanche".

Nessun'altra parola, ma in sostanza la certificazione di un braccio di ferro fin lì sotterraneo e un ultimatum che non ammette risposte negative: il destino è segnato. Fine dei giochi. E il comunicato è un modo per troncare retroscena e veleni incontrollati. Nel pomeriggio infatti era parso che la ministra potesse riuscire a schivare il colpo e a non scendere dalla giostra. Lei non rispondeva ai cronisti che la cercavano ma dal suo entourage filtravano notizie surreali, quasi ottimistiche: "Il ministro è al lavoro come sempre", "il Ministro non ha alcuna intenzione di lasciare la poltrona", "il ministro invita a non dare credito alle chiacchiere che come le altre volte sono infondate".

In effetti, se si va in emeroteca, si scopre che questa vicenda si è trascinata per un tempo lunghissimo. Santanchè è andata avanti, anche se azzoppata da due estenuanti indagini: quella per i falsi in bilancio addebitati a Visibilia; poi la presunta truffa all'Inps ai tempi del Covid, sempre legata a Visibilia. A febbraio l'ultima tegola: il concorso in bancarotta per Bioera, società dell'alimentare biologico.

Qualcuno ipotizzava che in un modo o nell'altro si sarebbe arrivati ad una sentenza, o di condanna o di assoluzione, in almeno uno dei diversi processi, ma questo non è successo. Il ministro e il governo hanno dovuto convivere a tempo indeterminato con le accuse della procura di Milano e soprattutto con le punzecchiature feroci delle opposizioni, dei titoli dei giornali e dei media in genere. Così per mesi e mesi, fra alti e bassi, periodi di esposizione più forte e altri di precaria tregua. Santanchè ha pattinato sulle contestazioni per buona parte del suo mandato e non ha mai messo in conto di mollare.

Ancora ieri pomeriggio era intenta a guidare l'imponente macchina che ha fra le mani: gli aiuti a tour operator e agenzie, penalizzati dalla crisi del Golfo, con migliaia di disdette; una campagna per rilanciare l'immagine di Sicilia, Sardegna e Calabria, le tre regioni sfregiate dal maltempo nei mesi scorsi e ora pronte a ripartire, anche sfruttando la crisi internazionale e la difficoltà nel raggiungere molte mete tradizionali. Infine, lo sviluppo del pet touring, insomma del promettente settore dei viaggi in compagnia degli animali domestici.

In piena sera, il ministero si presenta come un fortino assediato dove però non si interrompe la routine quotidiana. Nessuno fra l'altro sottovaluta le performance del comparto, con l'Italia che macina numeri e continua a scalare posizioni nel ranking mondiale.

Forse, anche questa volta il ministro si era illuso che tutto potesse finire così, con una grande bolla di sapone.

Ma i tempi sono cambiati, la premier doveva dare un segnale di discontinuità, altrimenti sarebbe passata la narrazione di un governo lontano dalle aspettative dei cittadini e indifferente alla scossa delle urne. Game over. Silenzio. E l'attesa per oggi dei titoli di coda.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica