Leggi il settimanale

La nuova squadra di Leone. Peña Parra nunzio a Roma. E Rudelli va all'"Interno"

Il nuovo sostituto per gli Affari generali dopo Parolin alla Segreteria: trionfo degli italiani

La nuova squadra di Leone. Peña Parra nunzio a Roma. E Rudelli va all'"Interno"
00:00 00:00

Come avevamo anticipato, la prima Settimana Santa del pontificato di Leone XIV è iniziata con una raffica di nomine in Curia. Il bollettino ufficiale di ieri ha confermato tutte le previsioni fatte dal Giornale: monsignor Edgar Pena Parra (nella foto più a destra) lascia dopo otto anni il ruolo di sostituto e diventa il nuovo nunzio in Italia e San Marino al posto di monsignor Petar Rajic. Quest'ultimo va ad occupare, invece, la poltrona lasciata vacante tre anni fa da monsignor Georg Gänswein come prefetto della casa pontificia. In segreteria di Stato, nella poltrona più pesante dopo quella del cardinale Pietro Parolin, arriva dalla Colombia l'arcivescovo Paolo Rudelli (nella foto a fianco). La coabitazione tra Prevost e Pena Parra in questo primo anno di pontificato non è stata idilliaca ma non era facile trovare un'uscita dignitosa per il diplomatico venezuelano. Sperava di fare il prefetto di dicastero ed essere premiato con una berretta cardinalizia, ma Peña Parra dovrà "accontentarsi" della prestigiosa nunziatura di via Po. L'arrivo di Rudelli al suo posto segna il trionfo degli italiani che ora tornano ad occupare i due ruoli più importanti in Segreteria di Stato. Il nuovo sostituto è un curiale di ferro e a suggerire il suo nome al Papa è stato Parolin. E come dopo l'elezione di Leone XVI ci si chiedeva se sarebbe tornato a vivere all'appartamento papale, ora gli officiali della Terza Loggia si chiedono se Rudelli ritornerà nell'ufficio usato da Montini fino a Becciu e abbandonato da Peña Parra per uno nuovo più appariscente. La tripletta di nomine arriva a meno di una settimana dalla scelta dell'australiano Anthony Randazzo come prefetto del dicastero per i testi legislativi. Questo prelato centrista, con un passato nella Congregazione per la dottrina della fede, arriva a Roma dalla lontana diocesi di Broken Bay. Inizialmente Leone aveva pensato per lui l'arcidiocesi di Brisbane, poi ha preferito un altro candidato. Meglio per Randazzo. La rivoluzione in Curia di Prevost potrebbe non essere finita qui. Nelle scorse ore il vaticanista Damian Thompson ha scritto che il cardinale Arthur Roche lascerà il dicastero del culto divino per diventare patrono dell'Ordine di Malta. Il porporato britannico, in effetti, ha superato i 75 anni ed è il "padre" delle restrizioni alla messa in latino che di recente Leone XIV ha archiviato in una lettera ai vescovi francesi chiedendo una "generosa inclusione" per i fedeli tradizionalisti. Lo scenario descritto da Thompson è realistico: fonti vaticane ci riferiscono, infatti, che i vertici dell'Ordine di Malta avrebbero sollecitato il pensionamento dell'attuale patrono Gianfranco Ghirlanda.

Il cardinale 83enne è stato il canonista più fidato di Francesco e promotore di una riforma poco gradita all'interno dell'Ordine. Roche, invece, può contare su un rapporto privilegiato col gran maestro fra' John Dunlap che il 13 febbraio ha incontrato privatamente Leone. Avranno parlato anche di questo?

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica