Leggi il settimanale

Oggi la piazza antagonista. È allerta per gli anarchici

Attese 15mila persone alla manifestazione "No Kings". L'asse con i pro Pal e il solito bersaglio: la Meloni

Oggi la piazza antagonista. È allerta per gli anarchici
00:00 00:00

Altissima tensione e forte pericolo scontri per la piazza di oggi a Roma. La manifestazione, indetta dal movimento "No Kings Italia", di cui Amnesty International Italia è parte, è al centro dell'attenzione delle forze dell'ordine, anche e soprattutto per la partecipazione massiccia del gruppo anarchico. Un gruppo che si è risvegliato e ricompattato su scala nazionale dopo la morte dei loro due "compagni di avventure", Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, deceduti per colpa dell'ordigno che loro stessi stavano preparando e che avrebbe dovuto colpire la stazione di Polizia del Tuscolano a Roma presumibilmente a cavallo del voto per il referendum sulla giustizia.

La solidarietà per la loro scomparsa si fa sentire nei gruppi Telegram o Whatsapp, in cui organizzano raduni e momenti di cordoglio: "Con Sara e Sandro nel cuore sempre, tra amore e rabbia, restano con noi. Buon viaggio", è uno dei diversi messaggi che compare a corredo delle foto dei due anarchici.

Ma il fronte degli antagonisti si presenterà compatto e vedrà mobilitarsi almeno 15mila persone sotto lo slogan "Together. Contro i Re e le loro guerre": pro Pal, movimenti di boicottaggio, membri di Askatasuna e altri centri sociali, sindacati di base e Cgil, così come le consuete sigle presenti durante i disordini attraverseranno Roma partendo da piazza della Repubblica alle 14 per finire a San Giovanni. Come spesso accade, il motivo dietro questa enorme mobilitazione è ignoto. O meglio, si mescolano salari, guerre, Palestina come cause fantoccio da difendere, anche se poi l'unico slogan che viene realmente scritto e urlato a gran voce è quello che chiede di mandare a casa Giorgia Meloni. Il tutto rafforzato, sostengono loro, dalla sconfitta del Sì a referendum costituzionale. Volevano le sue dimissioni prima, le chiedono anche ora pensando che qualcuno abbia dimenticato che la premier veniva raffigurata appesa a testa in giù sui manifesti in cui si invitavano i "manifestanti di professione" a votare per il No.

Ed è proprio questa apparente potenza, che non si poi è tradotta in numeri, a portarli a far salire ulteriormente il livello della tensione. Perché si sentono decisivi, illudendosi che i disordini creati finora, con centinaia di poliziotti feriti possa incidere sull'andamento dell'esecutivo.

Particolarmente monitorati saranno i gruppi che da nord a Sud, ma anche dall'estero, raggiungeranno la Capitale, ed è proprio nei punti nevralgici, come le stazioni, che ci sarà un maggior dispiegamento di agenti, anche per via del timore di infiltrati che punteranno solo a creare danni, esattamente come successe quel terribile 31 gennaio a Torino.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica