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Ora Rocco querela tutti. "Io violento? Diffamato"

L'attore denuncia 21 persone. E accusa "Le iene" di persecuzione. "Mai obbligato altri a fare sesso"

Ora Rocco querela tutti. "Io violento? Diffamato"
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Una corposissima denuncia, corredata da video a luci rosse, girati integrali alla base di film hard e interviste ad attrici porno. È il dossier approdato, lungo i mesi scorsi, sul tavolo della Procura di Milano. Fondamentale sarà per i pm passare al setaccio tutto il materiale, per dirimere una vera guerra scoppiata sui set di Rocco Siffredi, l'attore pornografico più celebre d'Italia. Siffredi attraverso il proprio legale, l'avvocato Rossella Gallo, ha infatti denunciato 21 persone per diffamazione. Tre sono fin qui ignote, mentre le altre 18 sono due autori delle Iene e 16 attrici hard che hanno lavorato con lui in diversi film. E che lo hanno accusato, via tv, di abusi sul set.

L'inchiesta è stata aperta a Milano nei mesi scorsi e poi il denunciante ha presentato diverse integrazioni. Il fascicolo è affidato al pm Marina Petruzzella. Le tre persone ignote sono donne che hanno parlato alle Iene a volto coperto e che non sono ancora state identificate. La trasmissione di Mediaset ha dedicato ben sette puntate alle testimonianze delle attrici. Solamente in una di queste si evita di fare espressamente il nome di Siffredi. Una delle puntate si intitola "Rocco sotto accusa, abusi e violenze?". In sostanza le colleghe accusano l'attore 61enne, all'anagrafe Rocco Tano, di averle costrette a girare alcune scene, di averle forzate a subire atti sessuali senza consenso, di averle sottoposte a costrizioni psicologiche sul set.

Nella querela Siffredi parla di "campagna diffamatoria" e di "fango" gettato contro di lui. Nega ogni abuso e denuncia pure che le Iene avrebbero manipolato la sua intervista sulla questione, mandando in onda spezzoni tagliati e fuorvianti. Lamenta inoltre di avere perso lavori a causa di questa campagna. A quanto risulta al suo legale, che ha assistito anche il cantante Morgan, nessuna delle donne che hanno raccontato le presunte violenze in tv ha mai sporto denuncia formale.

Nella corposa querela il pornoattore non solo respinge le accuse, ma allega documenti a sostegno della propria difesa. A cominciare dai girati integrali dietro le scene incriminate, quelle dei presunti abusi, a dimostrazione del contesto - è la sua versione dei fatti - privo di costrizioni. E ci sono anche le "videoliberatorie" previste nel mondo dei film a luci rosse, in cui le attrici dichiarano di non essere state forzate a fare alcunché durante le riprese. Oltre a una serie di interviste alle stesse donne che a domande sul celebre collega rispondevano in tono positivo. Tra l'altro anche alcuni tecnici e cameraman che hanno lavorato ai film di Siffredi, dopo le prime puntate della trasmissione Mediaset, erano scesi in campo sui social per difenderlo.

Il materiale portato dal querelante è contenuto in un hard disk. Tutte le persone denunciate saranno iscritte nel registro degli indagati e poi partiranno gli accertamenti necessari. Nell'intervista allo stesso Siffredi le Iene - questa l'accusa del 61enne - avrebbero tagliato e montato ad arte gli spezzoni per far apparire che lui piangeva nel parlare delle presunte violenze.

Non sarebbe andata in questo modo, dichiara l'attore nella denuncia: il pianto era legato a tutt'altra circostanza. Ora la palla passa agli inquirenti, che dovranno stabilire se le accuse delle donne sono diffamatorie, e quindi false, oppure se abbiano alla base fatti reali.

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