Ora spunta la task force per guidare il Movimento 5 Stelle

Un "comitato 4.0" potrebbe tirare le fila fino a quando i grillini saranno al governo. M5S pronto all'ennesima spaccatura: la Raggi pronta al bis a Roma, ma c'è l'ombra di Di Battista

Ora spunta la task force per guidare il Movimento 5 Stelle

Sulle sorti del Movimento 5 Stelle continuano a esserci dubbi e perplessità, non solo da un punto di vista politico, ma anche per quanto riguarda la gestione interna. Dopo le dimissioni di Luigi Di Maio è subito partita la corsa per il sostituto, con ben 10 big che si contendono la guida. Ma la domanda rimane sempre la stessa: la dicitura di capo politico resterà o verrà abolita e dunque bisognerà iniziare con una leadership collettiva? Un tema su cui si è creata l'ennesima divisione. "Non si era parlato di leadership collettiva? Credo che sia diventata urgente", ha tuonato il senatore Emanuele Dessì. Comunque si scommette che dopo il congresso "sarà tutto più chiaro". Ora però è spuntata un'altra ipotesi: un "comitato 4.0", una sorte di task force che potrebbe guidare i grillini almeno fino a quando saranno al governo. "Non ha niente a che fare con il vecchio direttorio", fanno sapere.

Si tratta di un'opzione che stuzzica parecchi pentastellati, ingolositi dall'eventualità di ricoprire un ruolo importante e di rilievo. Tuttavia c'è da fare i conti con la volontà degli elettori, che a stretto giro potrebbero essere chiamati in causa per esprimersi sulla possibilità di modificare il regolamento che attualmente vieta ai sindaci con un mandato alle spalle (anche da consigliere comunale) di tentare il terzo giro. Sì, perché in tutto ciò Virginia Raggi sarebbe pronta per il bis a Roma: "In tanti me lo chiedono, ma io sono concentrata sulla città e non mi interessano le polemiche sterili". Non è da escludere che il primo cittadino della Capitale nelle prossime settimane possa uscire definitivamente allo scoperto e ufficializzare la sua ricandidatura. Il parere degli iscritti su Rousseau sarà fondamentale, sia sulla struttura sia sui due mandati. In tal senso il reggente Vito Crimi ha annunciato: "In ogni caso, come in tutte le cose che riguardano il M5S, c'è una riflessione in atto e alla fine lasceremo la parola ai nostri iscritti".

L'ombra di Di Battista

L'ombra di Alessandro Di Battista è arrivata fino a Roma: non solo insidia tutti coloro che vorrebbero guidare il M5S, ma ora spaventa pure la Raggi. E c'è pure chi sarebbe pronto a scommettere sulla sua figura. Carlo Sibilia, il sottosegretario al Ministero dell'Interno, intervenuto ai microfoni di Un Giorno da Pecora su Rai Radio1 ha speso parole al miele nei confronti dello storico attivista: "Non so quale sarà la scelta di Virginia Raggi, ma Alessandro potrebbe magari pensare alla sua città e proporsi a sindaco di Roma, io ce lo vedrei benissimo, per amore della sua città potrebbe fare bene".

Ma i campi di scontro sono molteplici e colpiscono addirittura Giuseppe Conte: come riportato dal Corriere della Sera, il presidente del Consiglio sarebbe finito nel mirino di diversi 5 Stelle che lo accusano di poco confronto con il mondo giallo. Nel frettampo deputati e senatori non risparmiano critiche ad alcuni esponenti della delegazione pentastellata di governo, a cui chiedono un ruolo più forte dell'Aula nelle trattative. Con il tema Rousseau sempre attuale, in molti si domandano come mai non vengono più coinvolti gli elettori come un tempo. E a ilGiornale.it lo hanno denunciato pure gli stessi iscritti: "Ma quando si vota sulla piattaforma Rousseau sul Mes? Sono curiosa di sapere cosa ne pensa la base grillina dell’apertura fatta dal M5S. O questa volta niente democrazia diretta?". L'auspicio è che il nuovo comitato sia in grado di interrompere le infinite lotte intestine. Intanto tutti aspettano una mossa a sorpresa di Beppe Grillo, il garante protagonista silenzioso che potrebbe presentare in prima persona un nuovo progetto ai militanti.

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