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Orgoglio Donald e toni soft. Show sul sogno americano. "Ma Teheran può colpirci"

Discorso sullo stato dell'Unione mai così lungo. Niente attacchi alla Corte Suprema. "L'Iran ha missili per raggiungere noi e l'Ue"

Orgoglio Donald e toni soft. Show sul sogno americano. "Ma Teheran può colpirci"
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Donald Trump difende la sua America nell'atteso discorso sullo Stato dell'Unione e decanta i risultati degli ultimi 12 mesi, vantandosi di aver inaugurato una nuova "età dell'oro". Ma soprattutto, abbandona i toni accesi utilizzati sui social per criticare la Corte Suprema che ha bocciato i suoi dazi, scegliendo un approccio più istituzionale. Entrando a Capitol Hill il presidente stringe la mano ai 4 dei 9 giudici seduti in aula, si limita a parlare di una "decisione infelice" e insiste che la sua amministrazione andrà avanti con le tariffe: nessun insulto, né una messa in dubbio della legittimità del massimo organo giudiziario del Paese. Una scelta non scontata la sua, che pare un gesto di distensione e proietta un'immagine meno conflittuale rispetto agli ultimi giorni, tanto che pure commentatori critici parlano di una "vittoria per lo stato di diritto".

Ascoltando le richieste dei colleghi repubblicani che si trovano ad affrontare uno scenario complesso per le elezioni di medio termine a novembre, il comandante in capo dedica la prima ora del suo discorso fiume (il più lungo della storia), all'economia, affermando di aver frenato l'inflazione, portato il mercato azionario a livelli record, firmato ampi tagli fiscali e abbassato i prezzi dei farmaci. "La nostra nazione è tornata: più grande, migliore, più ricca e più forte che mai", sottolinea sul palco tra gli applausi dei membri del suo partito e il silenzio dei democratici. Il discorso annuale davanti al Congresso a Camere riunite ha una posta in gioco elevata per il tycoon, con il suo indice di gradimento in calo, le preoccupazioni crescenti di un attacco su larga scala all'Iran, e la frustrazione di molti americani per l'alto costo della vita. "Dopo appena un anno, posso dire con dignità e orgoglio che ci siamo trasformati e non torneremo indietro. Abbiamo avuto una svolta epocale", dice The Donald.

Centrale anche l'immigrazione, dove porta avanti con enfasi la stessa retorica che ha animato la campagna del 2024, sostenendo che i migranti irregolari sono responsabili di un'ondata di crimini violenti. "Nessun clandestino è entrato negli Stati Uniti nell'ultimo anno", chiosa fra gli applausi dei repubblicani, e rivolto ai democratici dice: "Dovreste vergognarvi". A loro riserva duri attacchi (in particolare alle deputate Ilhan Omar e Rashida Tlaib, che hanno lasciato ieri l'aula) rimproverandoli per essersi rifiutati di finanziare il dipartimento per la Sicurezza Interna. "Il primo dovere del governo è proteggere i cittadini americani, non gli immigrati clandestini", ripete il tycoon con i repubblicani per oltre un minuto in piedi ad applaudire, mentre lui scuote la testa e sospira verso il lato democratico dell'aula, in un perfetto Trump-show. Le critiche ai membri dell'Asinello riguardano pure l'economia: "Sono le loro politiche ad aver creato i prezzi elevati. Le nostre invece stanno rapidamente risolvendo la questione. Stiamo andando molto bene e i prezzi stanno precipitando". E punta il dito sulla legge che obbligherebbe tutti gli americani a mostrare un documento di identità per registrarsi e votare alle elezioni, che i dem osteggiano: "Perché qualcuno non vuole un documento d'identità? Perché vogliono barare, c'è solo un motivo". Si mostra invece maggiormente indulgente con il sindaco di New York Zohran Mamdani, che definisce "comunista" ma anche "un bravo ragazzo": "Politica sbagliata, ma brava persona". Solo a un'ora e mezzo dall'inizio del discorso, il presidente si dedica agli esteri, assicurando che è al lavoro per porre fine alla guerra fra Russia e Ucraina. "Ho risolto otto guerre, stiamo lavorando per risolvere la nona", precisa lodando i suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner. E sull'Iran, assicura che la via preferita non è la guerra, ma la diplomazia: "Preferisco risolvere la questione con la diplomazia, ma una cosa è certa, non permetterò mai a Teheran di avere l'arma nucleare", afferma, avvertendo che la Repubblica Islamica "ha già sviluppato missili in grado di colpire Europa e Stati Uniti".

Intanto mentre i dem portano in Congresso le

vittime di Jeffrey Epstein, il New York Times sostiene che il dipartimento di Giustizia ha censurato alcuni file sull'ex finanziere pedofilo nei quali una donna accusava Trump di aggressione sessuale quando era minorenne.

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