Quando vedo in televisione Giorgia Meloni in alta tenuta da capo di governo fra capi di Stato re e presidenti, mi torna in mente le acconciature e tutto ciò che si conviene a un capo di governo o di Stato. La Giorgia di allora sembrava una ragazzina di malumore, un po' distante da tutti con una maglietta bianca e si fermava poco volentieri a far chiacchiere. A quei tempi non avremmo saputo immaginarla vestita dagli stilisti, le acconciature e tutto ciò che si conviene a un capo di governo. La Giorgia di un quarto di secolo fa sembrava una ragazzina un po' distante e poca voglia di far chiacchiere. Oggi quella stessa ragazza sta per battere un record: guidare il secondo governo più longevo nella storia repubblicana. Più del quarto Berlusconi, più di quelli Andreotti, Craxi. La Meloni è la novità di fatto: ben l'ha capito Massimo D'Alema, ex segretario della Federazione giovanile comunista, poi segretario regionale nazionale, primo ministro costretto ad andare a fare la guerra nel Kosovo contro i serbi.
Giorgia è anche in una posizione forte grazie alla conoscenza delle lingue: non c'era mai stata una vasta schiera di politici fluenti in inglese. Si salvavano Enrico Letta e oggi Schlein. Il record di longevità è dovuto alla fragilità dell'opposizione, ma prima di tutto dalla sua costruzione personale partendo da zero: lei e il gigantesco Guido Crosetto che l'ha guidata nei momenti più difficili. Ma se il record sarà raggiunto, battere il record longevità a Palazzo Chigi, sarà merito suo e anche della piccola squadra dello zero virgola che finora ha vinto. E così ogni tanto capita di vedere D'Alema parla con entusiasmo alla Meloni non perché ne condivida le idee ma perché ha fatto lo stesso cursus honorum: lei ragazzina barricadera, io sono Giorgia, io sono madre io sono italiana, si mescolava e ancora si mescola alla tradizione sindacalista della destra postfascista. E molti anni prima era D'Alema con i capelli lunghi e una bottiglia Molotov fra le mani. Poi, ai giorni nostri, Giorgia in una posizione sempre più visibile anche grazie alla conoscenza delle lingue che ha stupito in Italia e all'estero. Oltre al sidereo Mario Draghi, non c'era una vasta schiera di politici fluenti in inglese e neanche la capacità di fare politica estera rompendo e ricucendo. No, non era molta la gente in Italia che poteva stare a tavola coi grandi. Si salvavano il perfetto inglese di Erico Letta e oggi la Schlein, da New York. Qui non facciamo la conta dei suoi successi e mancati successi in politica di governo, ma della sua costruzione personale partendo da zero: lei e il gigante buono Crosetto.
Quando scrissi che lui la sdoganava, si irritò. Ma ora è giusto ricordare che se Giorgia riuscirà a battere il record di longevità a Palazzo Chigi, sarà merito suo e anche della piccola squadra "dello zero virgola", che finora ha vinto.