Dieci anni dopo il loro primo incontro nel 2015 durante il viaggio apostolico negli States, il cardinale Rolandas Makrickas ha scoperto di essere l'unico nome menzionato nel testamento di Francesco. Ad un anno di distanza dalla morte del Pontefice argentino, il porporato lituano è divenuto arciprete della basilica di Santa Maria Maggiore di cui era stato commissario straordinario e coadiutore per suo volere. È qui che intervistiamo Makrickas per chiedergli di aprire il cassetto dei ricordi sulla figura del Papa sepolto nella basilica Liberiana.
Eminenza, anche oggi vediamo lunghe code di persone per accedere alla basilica. C'entra la presenza della tomba di Francesco?
"Sì. Ci eravamo abituati alle code durante il Giubileo che peraltro è coinciso con la morte del Papa, per la seconda volta nella storia. Terminato l'Anno Santo, però, vediamo che le code non diminuiscono grazie all'interesse per la tomba. Questo dimostra quanti cuori ha toccato Francesco coi gesti, le parole, la sua sapienza da buon pastore".
Quali sono i momenti più belli del suo pontificato legati a questo luogo?
"Ce ne sono tantissimi perché Francesco scelse di venire a pregare qui la Salus Populi Romani già la prima mattina dopo l'elezione. Qui veniva prima e dopo i suoi viaggi apostolici o dopo i suoi ricoveri all'ospedale. Non dimenticherò mai il suo fuori programma qui dopo essere stato dimesso dall'ospedale il 23 marzo 2025. Fu veramente commovente perché lui a tutti i costi voleva pregare davanti all'icona ma fisicamente non ce la faceva ad entrare. Così siamo rimasti nel cortile ed abbiamo detto l'Ave Maria lì. Poi mi ha chiesto di salutare la Madonna per lui e di deporre per lui il mazzo di fiori gialli che aveva ricevuto da una signora fuori dall'ospedale".
Del funerale che ricordo ha?
"Senz'altro la processione per le strade di Roma dopo la messa a San Pietro. E poi i riti qui a Santa Maria Maggiore, privati ma anche molto suggestivi. La bara è stata fermata davanti alla Salus Populi Romani verso cui aveva questa devozione speciale. Così anche il suo ultimo viaggio lo ha portato qui, dove sentiva essere la casa della Madre Celeste".
Lei come ha reagito quando Francesco le ha detto di voler essere sepolto qui?
"Il 13 maggio 2022 mi recai in un'udienza privata da lui per sottoporgli alcune questioni ordinarie sulla basilica tra le quali dei lavori nella cappella Paolina per preparare un'eventuale tomba da destinare ad un arciprete. Siccome sarebbe stata l'ultima e non ci sarebbe stato più spazio per un'altra, mi feci coraggio e gli chiesi se lui non avesse pensato di essere sepolto lì".
E lui?
"Sorrise ma scosse la testa. Mi disse: I Papi si seppelliscono a San Pietro e anche la mia tomba sarà lì". Una settimana dopo, però, mi fece convocare e appena mi vide le sue parole furono: La Madonna mi ha detto di prepararmi la tomba qui. Poi, con un'espressione felice che mi colpì, aggiunse: La Madonna non si è dimenticata di me!. Disse anche che la nostra conversazione di una settimana prima era stata profetica".
Come mai non è sepolto nella cappella Paolina?
"Mi disse che lì la gente deve andare per pregare la Salus Populi Romani, non il Papa. Così chiese di trovare un altro posto ed individuai questo loculo che non era tanto usato, vicino la cappella Paolina e con accanto un altare dedicato a san Francesco. Quando venne in basilica per il rosario della pace a fine maggio glielo proposi. Lui lo visionò e disse di procedere".
Ha seguito i lavori?
"Sì, lo faceva con naturalezza. Chiese una tomba molto semplice con l'iscrizione del nome e la sua croce pettorale ingrandita. Fatta con il marmo proveniente dalla Liguria, la terra dei suoi antenati. Gli premeva che la tomba parlasse della sua semplicità".
Voi cardinali oggi celebrerete la messa in suo memoria qui, mentre Leone XIV sarà ancora in Africa.
"È bello
che in questo primo anniversario Leone commemorerà il suo predecessore durante un viaggio apostolico. Rappresenta una sorta di continuazione dell'insegnamento di Francesco nei viaggi che anche lui avrebbe voluto compiere".