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"Parigi celebra il senatore". Ma l'intervista è fatta dalla rivista vicina al Fatto

Il M5s esulta per un colloquio di Scarpinato in Francia: "Riconosciuto il suo valore". Però la verità è un'altra

"Parigi celebra il senatore". Ma l'intervista è fatta dalla rivista vicina al Fatto
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Roberto Scarpinato in versione star internazionale? Ebbene sì. O meglio, questa è la versione che hanno diffuso a suon di agenzie i suoi colleghi pentastellati, perché ieri l'allora pm e oggi senatore del partito di Giuseppe Conte è stato intervistato da Mediapart, nota rivista d'inchiesta online francese, fondata nel 2008 da Edwy Plenel, ex redattore capo di Le Monde. Il capogruppo M5s al Senato Luca Pirondini gonola e torna ad attaccare il nostro editore definendo la nostra "una campagna di fango indegna, organizzata, costruita con metodo. Una delegittimazione sistematica portata avanti da Fratelli d'Italia e dai giornali di Angelucci. Fuori dall'Italia Scarpinato viene riconosciuto per ciò che è: un uomo che ha dedicato la propria vita alla lotta contro le mafie". Ma che rapporti ha Mediapart con l'Italia?

Abbiamo trovato diversi loro articoli proprio su Il Fatto Quotidiano che, per l'esattezza, sono 504 se si digita sul loro sito la parola Mediapart e, in un articolo del 2019 della medesima testata leggiamo che "prosegue la partnership de Il Fatto Quotidiano con il quotidiano francese Mediapart. Ogni lunedì un'ampia inchiesta proposta dal giornale fondato da Edwy Plenel e tradotta per i nostri lettori".

Già la scorsa settimana il senatore Scarpinato aveva scelto le pagine del giornale diretto da Marco Travaglio rispondere, con un commento, sulla pista mafia-appalti ritenuta dal Procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca centrale nella lettura della strage di Via d'Amelio in cui morì il giudice Paolo Borsellino.

Un pezzo dal titolo "Antimafia e Procuratore fanno strage delle leggi". Il Giornale il giorno prima aveva provato a contattare Scarpinato per chiedergli delucidazioni su alcuni temi, tra cui le 33 telefonate intercorse tra lui e Gioacchino Natoli, l'ex pm che prima di essere audito dalla Commissione presieduta da Chiara Colosimo, ha concordato con il grillino domande e argomenti che avrebbero affrontato, cercando di capire anche come fosse meglio introdurli. Nessuna risposta da parte sua, e solo insulti dagli esponenti del suo partito.

È quindi quantomeno singolare che l'unica dichiarazione di Scarpinato sia affidata proprio a uno storico partner de Il Fatto all'estero, notoriamente vicino ai 5 Stelle, piuttosto che a un cronista italiano che sta seguendo il filone di mafia-appalti. Anche perché i contiani si sono subito affrettati nell'elogiarlo addirittura come un eroe Oltralpe: secondo la senatrice M5s Barbara Floridia "in Francia si celebra Scarpinato, qui la maggioranza vorrebbe estromettere sia lui che Cafiero de Raho dalla commissione Antimafia. E questo perché Scarpinato è per loro una spina nel fianco".

Non basterebbe che l'allora giudice rispondesse sui fatti del 1992, spiegando perché con Lo Forte presentarono, il 13 luglio, 6 giorni prima che Borsellino morisse, la richiesta di archiviazione di uno dei filoni di mafia-appalti? Così come andrebbe fatta luce sul perché, per trent'anni, nessuno abbia ricordato di averlo comunicato a Borsellino in occasione della riunione del 14 luglio. Un ricordo sopraggiunto solo di recente.

GiuSor

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