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Parodi, il pm di Milano che recluta via sms i poliziotti anti-riforma

Anche Parodi, come i vertici dell'Associazione nazionale magistrati, è convinto che la riforma limiterà l'autonomia dei pm, e ammonisce la polizia giudiziaria

Parodi, il pm di Milano che recluta via sms i poliziotti anti-riforma
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Nel clima un po' agonistico degli ultimi giorni di campagna referendaria ci sono anche magistrati che cercano di arruolare alla causa del No anche la loro polizia giudiziaria: spiegando che se passa la riforma della giustizia saranno anche loro meno liberi.

A lanciare l'appello è un post che porta la firma di Carlo Parodi (nella foto), giovane pubblico ministero milanese. Il post è circolato ieri, il Giornale ha contattato Parodi che ha risposto "adesso non posso parlare, sto andando a un incontro" ma non ha smentito la paternità del testo che gli è stato trasmesso.

"Con molti/e di voi ho lavorato in passato, con altri/e lavoro da poco tempo, scrive ai poliziotti che lavorano con lui, non ho intenzione di farvi cambiare idea". Ma subito dopo ci prova, spiegando che la riforma "avrà degli effetti sul lavoro che tutti i giorni svolgiamo insieme". Teme, evidentemente, che i "suoi" investigatori siano tentati di votare Si per insofferenza verso i magistrati e le loro scarcerazioni facili: "Non votate Sì perché voi rischiate la vita in mezzo alla strada e noi li liberiamo. Non siamo noi a fare le leggi, le applichiamo e basta, se voi rischiate la vita è perché qualcuno non vi fornisce i mezzi per fare bene il vostro lavoro".

Anche Parodi, come i vertici dell'Associazione nazionale magistrati, è convinto che la riforma limiterà l'autonomia dei pm, e ammonisce la polizia giudiziaria: "La nostra indipendenza tutela la vostra indipendenza; senza piena indipendenza della magistratura, messa a rischio da questa riforma, è a rischio la possibilità di svolgere indagini serie, disinteressate e approfondite".

Ma il pm milanese affronta anche un altro nodo che potrebbe portare la polizia giudiziaria a votare la riforma: un senso di rivalsa verso il maltrattamento cui viene sottoposta dai magistrati.

È un punto di vista inatteso, Parodi non nega che il problema esista ma ammonisce i poliziotti: non cambierà niente. "Non votate Sì perché i pm a volte vi trattano male, la riforma non corregge l'educazione, i maleducati continueranno ad esserci come in ogni categoria".

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