Il piano dei grillini: ecco come giustificheranno il tradimento sul Mes

Alcuni pentastellati sono ingolositi da un fondo salva-Stati leggero o con un nome cambiato: alla fine il dito verrà puntato solo contro il ministro Roberto Gualtieri

Il piano dei grillini: ecco come giustificheranno il tradimento sul Mes

A meno di clamorosi dietrofront dell'ultima ora, il Mes verrà ingoiato dal Movimento 5 Stelle perché un rifiuto categorico potrebbe provocare la caduta del governo giallorosso: ora la preoccupazione principale riguarda la modalità mediante cui spiegare il tradimento. O meglio dire attraverso cui fingere di aver evitato il fondo salva-Stati, consapevoli del fatto che invece il nostro Paese sarà vincolato a delle condizionalità. Il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, all'articolo 136, comma 3, parla chiaro: "Gli Stati membri la cui moneta è l'Euro possono istituire un meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità della zona euro nel suo insieme. La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell'ambito del meccanismo sarà soggetta a una rigorosa condizionalità".

Il piano sarebbe quello di cambiargli il nome per vedersi vincitori, ma in realtà il testo del Trattato non può essere modificato. Lo avevano urlato e ripetuto più volte: "No Mes!". Addirittura il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha tenuto uno show televisivo per smontare le accuse che provenivano da Matteo Salvini e da Giorgia Meloni e per ribadire la propria contrarietà al Meccanismo europeo di stabilità. Ma già da diversi giorni da parte del Movimento 5 Stelle c'era puzza dell'ennesima giravolta: una versione light starebbe ingolosendo anche alcuni grillini, i quali hanno sottolineato che la valutazione finale dovrà essere fatta solamente quando sarà ultimato il pacchetto completo al termine del Consiglio europeo. Proprio così: pure il M5S ha aperto al fondo salva-Stati.

La strategia dei grillini

Una fonte pentastellata di primissimo piano ha confessato a La Verità che la trattativa con l'Europa è ancora lunga "e se al Mes verranno tolte le condizionalità, non sarà più il Mes, ma un'altra cosa, e allora...". Ma tra i gialli c'è chi sa benissimo che la fregatura non potrà essere tenuta nascosta a lungo: "La fonte primaria resta il Trattato che istituisce il Mes, e lì le condizioni ci sono. Certo, vediamo che cosa ci arriva alla fine della trattativa, ma per come stanno le cose, sembra difficile che si arrivi a uno stravolgimento, perché se non si modifica il trattato, le condizioni restano".

I grillini sono spaccati sul tema, ma sono invece compatti sulla pochissima fiducia nei confronti di Roberto Gualtieri: il ministro dell'Economia è accusato di aver deviato "dalla linea del no, che era del resto anche quella del premier Giuseppe Conte. Una operazione che ci fa capire quanto Gualtieri sia in realtà molto più sensibile alle istanze dell'Europa che alle necessità dell'Italia". Il titolare del dicastero delle Finanze ha messo in imbarazzo il premier, che è stato poi costretto a intervenire su Facebook per non escludere del tutto il fondo salva-Stati.

Lo stesso avvocato viene visto da diversi 5S come succube delle posizioni di Gualtieri e simpatizzante dell'area rossa del Movimento 5 Stelle. Il leader dell'ala sinistra del M5S, Roberto Fico, lo ha fatto capire chiaramente: "Conte ha detto che il Mes, così come lo conosciamo, cioè reduci dall'esperienza greca, non sarà attivato". Ma se qualche condizione dovesse essere modificata? A quel punto verrebbe per forza digerita dai pentastellati, che a loro volta punteranno il dito contro Gualtieri.

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