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Piantedosi: caso chiuso, vado avanti

Il ministro: "Pronto a querelare". La Conte: "Per me parlano le mie competenze"

Piantedosi: caso chiuso, vado avanti
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In silenzio e con l'agenda zeppa di impegni. Matteo Piantedosi (foto) è blindato nel suo ufficio al Viminale. Secondo quanto filtra, Piantedosi ha dato mandato a un legale per denunciare chiunque, organi di informazione o esponenti politici, insinui che vi siano mai stati favoritismi, incarichi o agevolazioni a beneficio di Conte. Il ministro dell'Interno si concentra sulla routine per recuperare la normalità, scossa dal fuoriprogramma inventato da Claudia Conte, la giornalista, scrittrice e un foresta di tante altre competenze che a sorpresa nell'intervista ha candidamente ammesso la relazione con il titolare dell'Interno: "È un cosa che non posso negare, sono molto riservata sulla mia vita privata". Non così privata da non suscitare un vespaio dalle parti del centrodestra, ancora di più perché la domanda malandrina l'ha posta Marco Gaetani, voce di Radio Atreju, insomma quanto basta per suscitare retropensieri su complotti e congiure.

Gaetani, visto lo scompiglio, si libera con disinvoltura del cerino: "È stata lei a dirmi di farle la domanda". Come la mela biblica. Piantedosi, mercoledì, un mercoledì di passione, è andato a Palazzo Chigi a spiegare alla premier, già alle prese con una matassa di problemi, di non preoccuparsi. È una vicenda personale, non ci saranno ricadute sul governo. Certo, lei ha più incarichi che anni anagrafici, 34, ma la signora ha sempre camminato sulle proprie gambe, ha coltivato infinite relazioni, ha condotto un caleidoscopio di eventi, è stata perfino la madrina dell'Amerigo Vespucci in tour mondiale; poi ha gestito fra il 2023 e il 2024 alcune tavole rotonde organizzate dalla Scuola di polizia ma non ci sarebbero connessioni con il Viminale, anche il programma radiofonico di Rai Radio 1, La mezz'ora legale (compenso di 200 euro lordi a puntata) è arrivato prima che Piantedosi sbarcasse al Viminale. Faticoso ma così è o sarebbe. Meloni gli ha rinnovato la fiducia e così l'altro Matteo, Salvini, incontrato subito dopo al Ministero, e dunque eliminato dalla rosa dei sospetti burattinai.

Insomma, lo spettro del Bocciagate può forse ritornare nell'armadio dei cattivi pensieri, sperando che da lì non si muova più. É un big di Fdi come Giovanni Donzelli a far girare la chiave nella serratura: "Piantedosi ha la massima fiducia di FdI, non ha niente da nascondere, fa benissimo il ministro dell'Interno". E a proposito della manina amica di Gaetani butta acqua sul fuoco: "È un giornalista che collabora con Radio Atreju, ma anche con altre testate, non c'entra nulla con questa vicenda". Le opposizioni però rilanciano: "Serve un chiarimento da parte del ministro - afferma Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Pd -, deve chiarire ogni elemento pubblico, a partire dagli incarichi legati a enti pubblici, aziende controllate dallo Stato e ruoli in Rai". Francesco Boccia, capogruppo del Pd al Senato, aggiunge: "Le cose emerse non sono ancora commentabili, perché poco chiare". E in Commissione il Pd pretende chiarezza sui contratti Rai della signora.

Insomma, si aspetta di capire, casomai dovesse venire fuori altro.

Ma l'impressione è che la storia sia circoscritta e non una telenovela a puntate come l'affaire Sangiuliano che infiammò l'estate del 2024. Claudia Conte ha un curriculum scoppiettante e ora aggiunge: "Per me parlano le mie competenze professionali", ma ha un profilo più sobrio di quello di Maria Rosaria Boccia. È già un passo in avanti.

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