Pnrr, l'allarme del Colle. Meloni al Quirinale rassicura sui tempi "Stiamo rimodulando un Piano non nostro"

Lungo confronto tra capo dello Stato e premier. I timori per le tensioni con Bruxelles, le critiche all'operato di Draghi e la sponda per un canale con Macron. La leader di Fdi pronta ad accelerare sui balneari: tavolo tecnico la prossima settimana.

Pnrr, l'allarme del Colle. Meloni al Quirinale rassicura sui tempi "Stiamo rimodulando un Piano non nostro"

L'invito a pranzo è arrivato dal Quirinale. Alcuni giorni fa, se da Palazzo Chigi fanno sapere che l'incontro era in programma «da circa una settimana». Un faccia a faccia, quello tra Sergio Mattarella e Giorgia Meloni, che i rispettivi entourage definiscono come si usa in questi casi - «proficuo e cordiale». L'occasione per fare il punto sui diversi temi in agenda, tra cui quelli relativi alla politica estera. Con particolare attenzione al dossier Pnrr, un fronte che preoccupa non poco il capo dello Stato che, non a caso, qualche giorno fa ha usato le parole di Alcide De Gasperi invitando tutti a «mettersi alla stanga». Al Quirinale, d'altra parte, sono più che allarmati dalle tempistiche legate alla realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. E il fatto che la Commissione Ue si sia presa un altro mese per sbloccare l'ultima tranche da 19 miliardi relativa ai target del 2022 è stato considerato un pessimo segnale. Anche perché sono molti i dossier che l'Italia sta discutendo con l'Europa e alcuni di questi Mes e balneari su tutti rischiano di complicare l'interlocuzione in corso sul Pnrr. Come non aiuta, secondo il Colle, il sottolineare che il Recovery è stato scritto da un altro governo con il quale Bruxelles si è mostrata più accondiscendente di quanto sia oggi. Vero, ci mancherebbe. Anche se non si può far finta che quella credibilità con le istituzioni europee Mario Draghi non se la sia guadagnata sul campo, come pure non si può sottovalutare quanto alcune posizioni di questi mesi oltre a Mes e concessioni balneari, ci sono il capitolo migranti e le tensioni con Parigi non abbiano aiutato a creare un clima disteso.

Un colloquio dettagliato, nel quale Mattarella che con Draghi non ha mai interrotto la sua interlocuzione e che non è escluso abbia avuto occasione di confrontarsi anche con il Commissario Ue all'Economia, Paolo Gentiloni, che proprio in questi giorni è a Roma ha sollecitato Meloni ad accelerare i tempi sul Pnrr, cercando di chiudere i fronti aperti con l'Ue. E sul capitolo balneari la premier avrebbe fatto sapere che il governo è pronto a velocizzare il dossier (dovrebbe essere data la delega al ministro del Mare, Nello Musumeci, o a un sottosegretario alla presidenza del Consiglio con convocazione di un tavolo con le associazioni di categoria già la prossima settimana).

Meloni, infatti, pur convinta che Bruxelles si stia muovendo con un approccio di eccessiva rigidità, è ben cosciente di quanto la sponda di Mattarella possa essere importante. Nelle interlocuzioni con l'Ue, certo. Ma anche nel provare a stabilizzare un rapporto con Emmanuel Macron, dopo che il faccia a faccia della scorsa settimana a Bruxelles ha finalmente aperto un canale di dialogo dopo cinque mesi di gelo.

Un confronto lungo, certamente ben più di quanto preventivato, tanto da far saltare la presenza della premier a Udine per la chiusura della campagna elettorale di Massimo Fedriga a governatore del Friuli Venezia-Giulia. Meloni ci sarà, ma solo in collegamento. E tornerà a ribadire che c'è la necessità di «rimodulare un Pnrr che non abbiamo scritto noi», ma sul quale «non stiamo facendo altro che cercare di renderlo compatibile con quello che era stato scritto» e «con le nuove priorità, a partire dalla sicurezza energetica». Insomma, Meloni non fa il nome di Draghi. Ma il messaggio è chiaro.

In quello che a Palazzo Chigi definiscono un «giro di orizzonte a 360 gradi» si parla anche di politica estera. La premier mercoledì incontrerà a Roma il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, che sarà presidente di turno dell'Unione nel secondo semestre dell'anno, mentre per il 27 o 28 aprile è previsto un bilaterale a Londra con il premier inglese Rishi Sunak. Tra il 19 e il 21 maggio, invece, è in programma il G7 a Hiroshima, mentre a giugno Meloni dovrebbe essere alla Casa Bianca da Joe Biden.

Un faccia a faccia, quello tra Mattarella e Meloni, che arriva proprio mentre si sta chiudendo la delicata partite delle nomine e all'indomani del duro scontro sugli appalti tra il governo e l'Anac.

In un giorno, peraltro, in cui il tam tam - non confermato da fonti ufficiali - racconta di un certo fastidio del capo dello Stato per le parole del presidente del Senato, Ignazio La Russa, sull'attentato di via Rasella. Nessun problema, invece, sul fronte decreti. Tanto che dal governo fanno sapere che Mattarella ha dato il via libera a quello relativo al ponte sullo Stretto che è già in Gazzetta ufficiale.

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