Polacchi in piazza a favore dell'Ue e contro la "Polexit"

Manifestazioni da Varsavia a Cracovia. Il leader di opposizione Tusk: "Dobbiamo salvare il Paese"

Polacchi in piazza a favore dell'Ue e contro la "Polexit"

Le forze di governo a Praga «vogliono lasciare l'Ue, violare i diritti dei cittadini, rubare senza essere fermati». Così l'ex presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk ed ex primo ministro polacco ha parlato ai manifestanti riuniti a migliaia ieri a Varsavia e in altre località della Polonia per rimarcare la loro volontà di restare legati all'Unione europea. Il Paese è a rischio uscita dopo la sentenza della Corte Costituzionale polacca che ha stabilito la prevalenza della Costituzione polacca sul diritto europeo.

Donald Tusk, il principale leader dell'opposizione in Polonia ed ex leader dell'Ue, ha convocato la protesta, definendola uno sforzo per difendere l'appartenenza della Polonia all'Ue. «Dobbiamo salvare la Polonia, nessuno lo farà per noi», ha detto Tusk. E per questo sono stati in tanti a scendere in strada a Varsavia, ma anche a Cracovia, Poznan e in altre città esibendo bandiere dell'Ue e polacche.

I critici del governo nazionalista di destra temono che la sentenza della Corte costituzionale possa portare a un'eventuale «Polexit» o che la Polonia sia alla fine costretta a lasciare l'Ue. Il governo del primo ministro Mateusz Morawiecki ha negato che l'esecutivo sta cercando di lasciare il blocco, anche se i membri di spicco del partito hanno recentemente usato un linguaggio che suggerisce che questo potrebbe essere il loro obiettivo.

«Dobbiamo mostrare che non siamo solo pronti a manifestare, ma anche a vincere», ha detto Tusk. Le «pseudo leggi» del partito di governo Diritto e giustizia (PiS) violano la costituzione polacca, ha aggiunto. «Abbiamo il diritto di dirlo forte, difendiamo la Polonia dagli usurpatori», ha proseguito l'ex presidente del Consiglio europeo. Tusk ha parlato di allarme «per il nostro futuro, per quello dei nostri nipoti».

Intanto ieri una nota del ministero degli Esteri polacco, trasmessa dall'ambasciata di Polonia a Roma, ha confermato il principio sancito dalla Corte costituzionale polacca ma rigettato dalle istituzioni europee: «Le costituzioni nazionali degli Stati membri dell'Ue sono sempre al primo posto. I trattati dell'Ue, in quanto atti di diritto internazionale, hanno la precedenza sul diritto nazionale di rango statutario, ma non possono avere il primato sulla costituzione».

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