Gualtieri a Roma, Lepore a Bologna: ma è polemica sulle primarie

L'ex ministro dell'Economia chiude in netto vantaggio nella Capitale. Letta esulta per l'affluenza, ma scoppia la polemica: "Dati gonfiati, in realtà i votanti sono di meno"

Primarie, il centrosinistra trova i candidati: Gualtieri per Roma e Lepore per Bologna

Il centrosinistra ha ultimato la quadra dei suoi candidati sindaci in vista delle prossime elezioni Amministrative che si terranno tra settembre e ottobre. Le primarie hanno fornito un esito piuttosto scontato per Roma: l'ex ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ha vinto con un larghissimo vantaggio del 60,64%. Più staccati Giovanni Caudo (15,68%), Imma Battaglia (6,34%), Paolo Ciani (7,16%), Stefano Fassina (5,57%), Tobia Zevi (3,53%) e Cristina Grancio (1,05%).

I votanti hanno sfiorato quota 49mila, un dato maggiore rispetto a quello del 2016. Ma Giovanni Caudo, presidente del III Municipio e sfidante di Gualtieri alle primarie, ha espresso dubbi sui numeri riportati e pertanto ha chiesto che le schede vengano contate di nuovo in mattinata: "Al massimo hanno votato in 37mila. Alle 19 avevamo dai nostri conteggi 27mila votanti in 132 gazebo su 187. Difficile che in due ore ci sia stato questo balzo". Nel 2013 invece si toccò addirittura quota 100.078 (vinse Ignazio Marino). La novità quest'anno era rappresentata anche dalla possibilità di un voto online: un fattore che scaccia via ogni scusa su condizioni climatiche e paure legate al Coronavirus.

Per Bologna è andato in scena un duello acceso tra i due candidati, che nel corso di questa campagna elettorale per le primarie hanno fatto molto parlare tra litigi e critiche incrociate. Alla fine l'ha spuntata il dem Matteo Lepore, con un risultato del 59,6% ai danni di Isabella Conti (40,4%). Il numero degli elettori si aggira sui 27mila, in aumento rispetto alle precedenti primarie per il candidato sindaco di Bologna per cui votarono in 24.920 (vinse Delbono).

Primarie tra le polemiche

Nel pomeriggio il centrosinistra è andato in tilt. A far discutere è stato un fac-simile pubblicato dalla pagina Facebook del Pd di Roma, che invitava a esprimere la preferenza per Gualtieri oscurando però il nome degli altri candidati delle primarie. "Ognuno sceglie come proporsi e come farsi apprezzare dal proprio elettorato. Se oscurare gli altri nomi è il vostro modo, alzo le mani. Ma voi, dovreste vergognarvi! Questo post è totalmente manipolatorio, e non riporta la verità, oltre a manifestare l'arroganza politica di un partito che non vuole, ancora una volta, mettersi in discussione. Siamo in 7, e la vostra censura è inqualifiabile", ha lamentato Imma Battaglia. Un'altra denuncia è arrivata dal comitato di Giovanni Caudo: "Ci arrivano segnalazioni da alcuni seggi di leggerezze nei controlli dei documenti o addirittura di palesi violazioni".

Esulta Letta

Grande entusiasmo per il segretario Enrico Letta, che ha così commentato gli esiti arrivati dai seggi: "Bene! La prima scommessa è vinta. Le primarie a Roma e Bologna sono un successo di popolo e pur in epoca Covid hanno affluenza come preCovid. Il successo di Lepore e Gualtieri dimostra che abbiamo avuto ragione a non aver paura a farle perché il popolo di centrosinistra è con noi. Avanti!". Gli ha fatto eco Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio: "Grazie Roma! Lasciamoli chiacchierare. Intanto con la grande partecipazione di oggi il centrosinistra è più forte. Tutti con Gualtieri ora con le idee e la passione. Uniti per vincere".

Il flop a Torino

La scorsa settimana per Torino si è verificato un flop sull'affluenza che ha comportato più di qualche riflessione nei vertici del Partito democratico: il numero dei votanti è crollato a quota 11.631, ridotto a un quinto rispetto ai 53mila delle consultazioni che 10 anni fa indicarono Piero Fassino. Eppure il segretario Enrico Letta aveva messo le mani avanti prendendo la scusa della pandemia: "Queste sono le prime attività del post-Covid, sono naturalmente con numeri più ridotti rispetto a prima. Tutte le iniziative che facciamo sono con numeri più ridotti, è ovvio, perché c'è un atteggiamento di ripartenza lenta".