Da una parte lo sgomento, il dramma umano di una famiglia che piange un ragazzo scomparso per motivi assurdi e che chiede giustizia. Poi i compagni di scuola e gli amici, increduli per quello che è accaduto. E c'è il mondo istituzionale, che si interroga sul da farsi perché episodi come questi non accadano mai più e la pericolosissima moda dei coltelli in classe non diventi un'abitudine. C'è tutto questo e molto di più tra La Spezia e Roma dopo la tragedia del giovane accoltellato a morte a scuola
Dopo le manifestazioni dei compagni e degli amici della giovane vittima, a parlare sono stati anche i familiari. "Io sono padre e penso ad un altro padre che ha perso suo figlio. Voglio chiedere scusa a tutta la sua famiglia. Proprio perché padre capisco il loro dolore. Mi dispiace tantissimo per quello che è successo", ha detto Boulkhir Atif, il padre del giovane che ha accoltellato e ucciso Abanoud Youssef, nell'istituto professionale Einaudi-Chiodo della Spezia. Scuse rimandate al mittente. "Non accetteremo alcuna scusa. Un ragazzo che a 19 anni è già diventato un assassino non ha ricevuto alcuna educazione. La scuola è una seconda casa, ma la prima casa è la famiglia ed è qui che parte l'educazione", ha detto lo zio di Abanoud in prefettura dove col padre del ragazzo è stato ricevuto dal prefetto e dal ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. "Abbiamo chiesto giustizia e hanno riconosciuto che noi rispettiamo le leggi e la giustizia. Ci hanno detto che stanno lavorando e che ci sarà un intervento rapido del governo per applicare la giustizia adesso ma anche per evitare che ci siano altri episodi del genere. Subito, prima che ci siano altre vittime. Non domani, non dopo tre-quattro vittime, subito", ha aggiunto l'uomo.
Un appello recepito immediatamente dal governo, che da tempo sta lavorando per un decreto sicurezza rafforzato. "Già prima di Natale avevo incontrato il ministro Piantedosi, avevo concordato con lui di lavorare a un nuovo provvedimento, ampio, con alcune priorità come la stretta sulle baby gang. Sto convocando adesso al mio rientro una riunione per fare il punto sul provvedimento", ha detto la premier Meloni da Seul. La Lega in una nota conferma che il decreto non comprenderà solo la norma anti-coltelli ma anche norme per i giovani stranieri che violano la legge. Il ministro Valditara alla Spezia, ha portato il saluto e la vicinanza dell'Esecutivo, concludendo il vertice in prefettura con un commosso abbraccio con i familiari di Abu. "Ho voluto personalmente rassicurare i familiari della vittima che la giustizia farà il suo corso e che tutto quello che le istituzioni dovranno fare, sarà fatto", ha detto il ministro. Valditara ha specificato che l'utilizzo del metal detector a scuola "non può essere un utilizzo generalizzato ma soltanto laddove vi sia la richiesta da parte della comunità scolastica e se si dovesse accertata la reale criticità della situazione". Valditara ha anche annunciato che il Comune della Spezia deciderà il lutto cittadino. "Particolarmente importante anche come manifestazione concreta di solidarietà e di dialogo, di abbraccio fraterno di tutta una comunità in questo momento è molto scossa. Sono tutti molto colpiti, non gettiamo addosso la croce a nessuno, ci sono delle indagini penali in corso". Da chiarire anche gli intenti dell'assassino, che in passato avrebbe rivelato la sua volontà di uccidere senza essere preso troppo sul serio, via social ha parlato anche Stefania, la giovanissima studentessa, ancora minorenne, finita suo malgrado al centro del caso perché a scatenare la follia omicida di Atif sarebbe stata proprio la gelosia per la ragazza con cui aveva una relazione. "Sì, sono la ragazza per cui un ragazzo ha perso la vita - ha scritto su Instagram - Chiederei di non inventare gossip scherzando sulla morte di un ragazzo che tra l'altro ho fatto il possibile per evitare litigi fra i due. Non sono mai entrata in tribunale a difendere il mio ragazzo, anzi non gli ho rivolto parola (come giusto che sia) sono stata sottoposta ad altro. È stato sconvolgente anche per me".
Stefania ha raccontato di essere stata interrogata dalla polizia e ha aggiunto: "Chi ha visto parli, chi sa mi scriva, ogni testimonianza è importante. Sentirò tutti appena posso, sono l'unica che può fare qualcosa, e combatterò fino all'ultimo per lui e la sua famiglia". In un modo o nell'altro, anche lei è una vittima di tragedia tanto assurda e inquietante.