L'espressione eufemistica "Caro estinto", nata per indicare un "caro" defunto con tono rispettoso è ormai stata convertita a un impiego ben meno reverente. Grazie a un'inconsueta forse fortuita delicatezza da parte dei mezzi di comunicazione l'espressione è stata scelta per segnalare una turpe quanto redditizia attività: quella che gravita attorno ai morti. E così da Milano a Napoli, da Faenza a Palermo è comparso il "racket del caro estinto", efferata estensione del già noto "business del caro estinto". In effetti in un mondo saturo di concorrenza perfino per le imprese di onoranze funebri "differenziarsi" è fondamentale per sopravvivere anche se il "prodotto in vendita" è sempre attuale e purtroppo soddisfa bisogni umani fondamentali e costanti. Ma pure in questo settore le abitudini dei consumatori si son fatte volubili, e così per raggiungere gli obiettivi c'è la ditta che si affida a una moderna strategia di digital marketing, e c'è quella che predilige un grande classico: il pizzo. La cronaca si arricchisce giorno dopo giorno di inchieste su tangenti pagate ai gestori delle camere mortuarie, bustarelle per il trasporto funebre pubblico e privato e per i gestori dei cimiteri, mazzette anche al mercato abusivo di esumazione e inumazioni di salme. Una speculazione famelica che arriva talvolta a velocizzare naturali decessi per fare "cassa" con una certa sveltezza. "Mii, un mare di piccioli ci sono qua": così l'operatore della camera mortuaria commentava con i colleghi le mazzette che avrebbero incassato da una impresa funebre per aver "oliato" la pratica per la restituzione della salma di un povero ragazzo ucciso in discoteca.
Il rispetto verso la morte attraversa culture, religioni e filosofie differenti come principio universale inteso non solo come timore, ma come osservanza per il limite estremo dell'esistenza umana e per il mistero che l'accompagna dove fondamentale sono il ricordo, i riti funebri e il sostegno al dolore di chi è rimasto. È chi oltraggia il "Caro" e i suoi cari per "piccioli" che si estingue: come essere umano.