"Raisi è morto". Voto il 28 giugno

Trovato il corpo, giovedì i funerali da "martire". Gli Usa: "Mani sporche di sangue"

"Raisi è morto". Voto il 28 giugno
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Dopo quindici ore di ricerche senza sosta le speranze di trovare in vita il presidente iraniano Ebrahim Raisi e il ministro degli Esteri Hossein Amir-Abdollahian si sono spente quando la tv di Stato ha comunicato che «non c'è alcuna traccia che i passeggeri siano vivi». Domenica pomeriggio il 63enne presidente si stava recando dal Nord-Ovest del Paese alla città di Tabriz, nella provincia dell'Azerbaigian orientale, dove doveva inaugurare una raffineria, quando per la prima volta è stato riferito di un incidente all'elicottero intorno alle 13,30.

Le operazioni di ricerca sono state effettuate da 73 squadre di soccorso in «condizioni difficili» trovandosi in una zona montuosa, sotto la pioggia e con una nebbia fittissima, ha spiegato la Mezzaluna Rossa. Quando un drone Akinci fornito dalla Turchia ha rilevato una «fonte di calore», sul posto sono stati immediatamente inviati i team di emergenza, e una volta trovato il velivolo, intorno alle sei di mattina, i media iraniani hanno diffuso la notizia che «non c'è segno di vita nell'elicottero, la cabina è bruciata». A bordo si trovavano anche il governatore della provincia dell'Azerbaigian orientale Malek Rahmati e il leader della preghiera di Tabriz del venerdì Mohammadali Al-Hashem. L'incidente, hanno precisato i media, sarebbe avvenuto per un «guasto tecnico», ma l'ex titolare della diplomazia della Repubblica Islamica, Mohammad Javad Zarif, ha affermato che «i principali responsabili della catastrofe sono gli Usa, che hanno continuato a imporre sanzioni contro l'Iran sui pezzi di ricambio aerei». E il capo di stato maggiore, Mohammad Bagheri, ha ordinato di aprire un'inchiesta sulle cause dello schianto. Per il ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu, inoltre, l'elicottero non emanava alcun segnale (o il sistema era spento o malfunzionante).

Il leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, ha dichiarato cinque giorni di lutto nazionale e ha assegnato al vicepresidente Mohammad Mokhber l'incarico a interim in vista delle elezioni che si terranno entro 50 giorni, assicurando che non ci sarà «nessuna interruzione» nel lavoro del governo. Khamenei ha accolto «con profondo dolore e rammarico» la morte del presidente. «Questa amara tragedia ha avuto luogo mentre era al servizio del popolo. Per tutto il periodo in cui questo grande uomo altruista ha ricoperto varie responsabilità si è dedicato totalmente al servizio del popolo e dell'Islam senza sosta», ha aggiunto. Ieri la tv di Stato ha annunciato che «il servitore della nazione iraniana Raisi ha raggiunto il più alto livello di martirio», e stamattina a Tabriz si terrà un corteo funebre pubblico. Ma il funerale ufficiale - ha spiegato il vicepresidente Mohsen Mansouri - sarà giovedì nella sua città natale, Mashhad, «nel mausoleo dell'Imam Reza», uno dei principali santuari degli sciiti del Paese.

Le condoglianze per l'ultraconservatore presidente, in carica dal 2021, sono arrivate anche da Hamas e da Hezbollah, mentre Vladimir Putin ha definito Raisi «un vero amico della Russia che ha dato un contributo personale inestimabile allo sviluppo delle buone relazioni» tra le due nazioni. Per il presidente cinese Xi Jinping la sua morte è «una grande perdita per la sua gente». Solidarietà al popolo iraniano è stata espressa anche dal presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi, e dal siriano Bashar al-Assad. Recep Tayyip Erdogan ha espresso il suo cordoglio ha affermato che la Turchia sarà al fianco del «nostro vicino a Teheran in questi tempi difficili e tristi».

Da Washington, il portavoce del dipartimento di Stato ha affermato che gli Usa offrono le loro condoglianze all'Iran per la morte di Raisi, ribadendo che «aveva le mani sporche di sangue». Condoglianze anche da Papa Francesco.

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