Referendum, Berlusconi rilancia il No e dà il via alla Missione Italia

Berlusconi rilancia le ragioni del No al referendum: "Determinati a votare contro le finte riforme di Renzi". Ma tende la mano per dare una mano sul terremoto

Referendum, Berlusconi rilancia il No e dà il via alla Missione Italia

Silvio Berlusconi è in campo al fianco del fronte del No. E, a un mese dal referendum sulle riforme costituzionali, torna a dimostrare il proprio impegno in una campagna che "procede con grande determinazione". "Ogni giorno in tutta Italia si svolgono decine di manifestazioni per il No alle quali partecipano molti cittadini - spiega parlando ai microfoni del Tg5 - sono consapevoli della necessità di battere questa riforma finta di Renzi, per aver una riforma vera".

Il fronte del No è in netto vantaggio. Tutti i sondaggi sono concordi nel preventivare un flop di Matteo Renzi. Flop che potrebbe anche essere la pietra tombale sul futuro politico del premier. E, ora che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha allontanato il tentativo di rinviare il voto avanzato dal ministro dell'Interno Angelino Alfano, la campagna referendaria entrerà nel vivo. Da Bologna a Cosenza Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d'Italia marciano compatti per spiegare le ragioni del No. "Io sono ottimista sul fatto che gli italiani non vorranno permettere a questo governo di trovare nel referendum quella legittimazione che non ha mai avuto dalle urne - spiega Berlusconi ai microfoni del Tg5 - i governo di Renzi obiettivamente non la merita".

Berlusconi è disposto a mettere da parte la competizione referendaria per dare una mano ai terremotati. "Se prevenire i terremoti non è possibile - spiega - è però possibile e doveroso fare tutto il possibile per venire incontro ai bisogni delle vittime". Il Cavaliere è, infatti, disposto a tendere la mano al governo per far fronte all'emergenza. "La polemica politica - avverte - viene molto, molto dopo i bisogni della gente, però il governo non ci ha detto come intente agire, non ha riunito un tavolo, non ha portato in parlamento proposte e soluzioni e questo non va bene. Non si può perdere tempo - continua - l'inverno è alle porte e stiamo parlando di zone di montagna con delle temperature molto basse".

Poi, nel pomeriggio, il Cavaliere ha dato il via al tour dei volontari azzurri che partono per la "Missione Italia" da Villa Gernetto (foto): una carovana di auto Fiat 500, con il logo di Forza Italia e la scritta #iovotoNO, che farà il giro d’Italia per promuovere il No al referendum elettorale e che si concluderà alla vigilia del voto. "Ho detto ai ragazzi che devono essere fieri del loro compito", ha scritto Berlusconi su Facebook, "Stanno svolgendo una missione per la libertà, perché per continuare ad amare questo paese dobbiamo cambiarlo. Non può una legge costituzionale non essere percepita come propria dalla metà del Paese. Dopo il successo del No, dobbiamo ripartire con un processo di riforme condiviso".

Berlusconi ha poi incontrato i giovani amministratori e dirigenti locali di Forza Italia per un seminario di formazione: "Ho ricordato loro che quando siamo stati al governo abbiamo realizzato 36 grandi riforme di sistema senza mai mettere le mani nelle tasche degli italiani", ha spiegato l'ex premier, "Il nostro programma ha tre punti principali: meno tasse, meno tasse, meno tasse. Meno tasse sulle famiglie. Meno tasse sulle imprese. Meno tasse sul lavoro".

Per quanto riguarda la riforma elettorale proposta da Forza Italia, invece, il Cavaliere ha riassunto la sua idea in quattro punti: "Limite alla pressione fiscale inserito in Costituzione, in modo che nessun governo, neppure un governo di sinistra, possa aumentare le tasse oltre un certo limite; introduzione del vincolo di mandato: chi cambia idea non può tradire gli elettori. Deve dimettersi; Riduzione di oltre la metà del numero dei parlamentari: 300 deputati e 150 senatori sono più che sufficienti; Dare, finalmente, agli italiani il diritto di scegliere direttamente il Capo dello Stato".

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