"La magistratura è la vera casta. Ecco perché voto i referendum"

Guido Crosetto sostiene tutti i quesiti referendari sulla giustizia ma è convinto che il quorum non sarà raggiunto

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"Tutti hanno paura di toccare il manovratore". Guido Crosetto, co-fondatore di Fratelli d'Italia, ritiene che ci sia la volontà politica di affossare i referendum sulla giustizia attraverso un silenzio mediatico che sembra sempre più assordante.

Che cosa intende dire? Chi è il manovratore?

“Nessuno vuole toccare il vero potere italiano, la vera casta e cioè la magistratura”.

Lei sosterrà tutti i referendum?

“Certo”.

Fratelli d'Italia, invece, ha una posizione diversa dalla sua su alcuni quesiti. Sui referendum, dunque, esiste una divergenza tra lei e Giorgia Meloni?

“Io sono Guido Crosetto e parlo per me, non per Fratelli d'Italia. Son da sempre garantista, ho firmato i referendum. Ho capito la posizione di FdI, ma io considero che una parte della magistratura meriti qualsiasi spallata e, quindi, non mi faccio il problema di votare cinque referendum e non quattro”.

Cosa pensa dello sciopero dei magistrati?

“Quando uno dei tre poteri, quello giudiziario, si mette a scioperare contro il potere legislativo mostra tutta la sua arroganza. La fortuna del nostro Paese è che non tutta la magistratura è militante e ideologizzante. Il problema è che una minoranza di magistrati militanti e ideologizzati ci ha resi uno dei Paesi nei quali la giustizia è più lontana dall'essere giusta”.

Perché è così importante cambiare il metodo di elezione dei membri del Csm?

“È importante per togliere potere alle correnti. È la corrente che decide la vita e la morte di un magistrato e che lo tiene sotto scatto, decidendo in quale sede debba andare a lavorare. La corrente agevola la carriera e la vita personale di un magistrato. La corrente è la cosa più importante a cui rispondono alcuni magistrati e, per loro, è superiore alle leggi e alla Costituzione. La corrente è diventato un potere e, in alcuni casi, è diventato un ossimoro”.

I recenti casi di Fontana e Burzi fanno sorgere un dubbio: si è trattato di errori commessi in buonafede oppure no?

“Laddove lei vede degli errori, io molto spesso vedo una strategia ben precisa. Il problema non è che qualcuno apra delle inchieste, ma che lo faccia per chiuderle il giorno seguente dopo averle dato in pasto ai giornali. Il problema non è la magistratura, ma la connivenza tra una parte della magistratura e una parte dei media che trasforma un'indagine in una condanna senza appello sui giornali del giorno dopo. La vergogna tipicamente italiana è questa: non esisterebbe una se non esistesse l'altra. Senza quei magistrati e quei media non esisterebbe questa profonda ingiustizia che ha distrutto la vita di migliaia di persone”.

A chi si riferisce?

“Non parlo solo dei politici famosi, ma di migliaia di persone sconosciute incarcerate e non colpevoli e a cui noi stiamo indennizzando in modo ridicolo la vita che gli abbiamo rubato. Parlo di imprenditori a cui sono stati sequestrati conti e aziende che abbiamo restituito fallite. E nessun magistrato hachiesto scusa o hai mai pagato nulla”.

Anche per questo è così importante abolire la legge Severino?

“La legge Severino, insieme al reato di traffico di influenze e all'utilizzo selvaggio dei trojan e delle intercettazioni, è uno strumento per gettar fango addosso alle persone e, con la connivenza di una certa parte dei media, per liberarsi degli avversari politici. Non esiste in nessuna di queste norme la volontà di perseguire la giustizia, ma solo quella di dotarsi di strumenti atti a poter utilizzare la giustizia per motivi che non sono la ricerca della verità o il perseguimento di alcuni reati. I motivi sono esclusivamente politici e di potere”.

E la seperazione delle carriere perché sarebbe tanto indispensabile?

“Dovrebbe servire a non creare la connivenza tra la magistratura inquirente e quella giudicante perché molto spesso abbiamo assistito a delle porte girevoli in cui si passa da una parte all'altra, in cui ci sono rapporti d'amicizia ecc... E così si inficia la libertà e l'oggettività dei magistrati giudicanti si occupano di ciò che hanno costruito gli inquirenti. Ciò detto c'è anche il viceversa perché abbiamo assistito a centinaia di inquirenti perbene che hanno chiesto l'archiviazione per persone su cui hanno svolto delle indagini e abbiamo così visto dei giudici dire ai magistrati di continuare le indagini”.

Crede che si raggiungerà il quorum?

“No, è evidente. Si raggiungerà un risultato bassissimo perché si è fatto di tutto per silenziare questo referendum. Sono stati tolti di mezzo anche i referendum che avrebbero potuto aiutare a raggiungere il quorum. È stato fatto di tutto perché non passasse. Ma lo sappiamo e, infatti, la mia è una battaglia puramente di principio”.

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