Conte è incollato alla poltrona. Con una frase si blinda il posto

Il premier teme la sconfitta e mette subito le mani avanti: "Nessuna ricaduta sull'esecutivo". Il premier elogia Draghi e spinge per il secondo mandato di Mattarella

Conte è incollato alla poltrona. Con una frase si blinda il posto

Le elezioni Regionali fanno tremare il governo: gli ultimi sondaggi danno il centrodestra come super favorito in occasione delle consultazioni fissate per domenica 20 e lunedì 21 settembre, mentre il centrosinistra rischia una vera e propria debacle pure in Puglia e in Toscana. Ecco perché le varie voci circolate ipotizzano una caduta del governo, le cui forze di maggioranza potrebbero essere sconfitte ovunque. Ma c'è già chi ha messo le mani avanti, probabilmente intimorito da una sempre più possibile umiliazione elettorale: il premier Giuseppe Conte ha già iniziato i preparativi del caso per blindare la propria poltrona.

Il presidente del Consiglio, intervistato da Antonio Padellaro e Peter Gomez alla festa de Il Fatto Quotidiano, ha ammesso che i partiti che compongono l'esecutivo sono in forte difficoltà: "Io stesso lo vedo. Abbiamo un centrodestra che si presenta unito e abbiamo forze di maggioranza che si presentano in ordine per lo più sparso". Tuttavia l'avvocato ha voluto mettere subito le cose in chiaro, scongiurando le ipotetiche ricadute dell'esito del voto locale sulla durata dei giallorossi: "Io ritengo di no perché il contesto è diverso. Abbiamo la prospettiva a livello nazionale per la ricostruzione. Una grande responsabilità, non potremmo interrompere questo lavoro".

Sviolinate per Draghi e Mattarella

Conte ha poi espresso parole al miele nei confronti di Mario Draghi, più volte dato come suo possibile successore in caso di crisi di governo: "La mia sensazione è che quando si invochi il suo nome lo si tiri per la giacchetta. Non lo vedo come un rivale: è una persona di valore, è un'eccellenza del Paese che ha fatto molto bene a livello europeo". E ha confessato di averlo incontrato personalmente perché lo avrebbe visto come presidente della Commissione europea: "Ma mi disse che era stanco dell'esperienza fatto e che non si sentiva disponibile per questo incarico".

Una sviolinata è arrivata anche nei confronti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "Sta interpretando il suo ruolo in modo impeccabile, con grande equilibrio e saggezza". A suo giudizio si tratta di una figura dotata di qualità e perciò spinge per un secondo mandato dell'attuale capo dello Stato: "Se ci fossero le condizioni, io lo vedrei benissimo".

"Sui Servizi non sono neutrale"

Molto spinosa la questione relativa ai Servizi segreti: ha fatto discutere l'emendamento firmato da 50 grillini per lo stop al rinnovo dei vertici. Il presidente del Consiglio sostiene di avere una notevole responsabilità politica in merito: "Come posso essere neutrale? Ho io la responsabilità di scegliere i direttori e di rispondere dell'operato". Sulla contestata norma, finita nel dl proroga emergenza Covid-19, "non abbiamo esteso la durata massima del mandato dei direttori". Oggi la norma prevede 4 anni rinnovabili per ulteriori 8, ma una sola volta: "Io ho detto che quel rinnovo una sola volta crea un problema a me e a quelli che verranno dopo di me". Perché potrebbere essere penalizzante, soprattutto in un momento come questo. La norma però sarebbe stata stata fraintesa da qualche parlamentare: "C'è stato un deficit comunicativo".

Quanto alla legge elettorale, Conte si è schierato a favore del sistema delle preferenze. Nonostante abbia sottolineato che auspica una legge elettorale come quella frutto dell'accordo di maggioranza, ha tenuto a dichiarare: "Ci possono essere distorsioni, ma il principio delle preferenze a me piace". È in corso una trattativa tra le forze politiche per arrivare a una legge elettorale che riesca a godere di ampi consensi, ma una soglia di sbarramento così alta penalizzerebbe pesantemente alcune forze politiche che attualmente fanno parte della maggioranza di governo e che ora ovviamente pretendono un abbassamento dell'asticella.

"Mettiamo mano alla legge Gasparri"

Nei giorni scorsi la Corte di Giustizia europea ha accolto il ricorso di Vivendi sul Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici della legge Gasparri: secondo i giudici del Lussemburgo, la norma italiana che impedisce a Vivendi di acquisire il 28% del capitale di Mediaset sarebbe del tutto contraria al diritto dell’Unione. La Corte Ue mediante un comunicato diramato ha spiegato i motivi della decisione: i giudici sostengono che la norma italiana al centro del ricorso "costituisce un ostacolo vietato alla libertà di stabilimento, in quanto non è idonea a conseguire l’obiettivo della tutela del pluralismo dell’informazione". Conte è intervenuto infine anche su questa tematica: la sentenza europea su Vivendi-Mediaset "ragionevolmente ci imporrà di mettere mano alla legge Gasparri, vedremo".