Regionali, è un voto cruciale: "Ecco chi può essere decisivo"

La tornata elettorale si avvicina: a rischiare più di tutti sono il Pd e Nicola Zingaretti. L'incognita affluenza e voto disgiunto: l'analisi del politologo Roberto D'Alimonte

Regionali, è un voto cruciale: "Ecco chi può essere decisivo"

Dopo un’estate di campagna elettorale diversa causa pandemia di coronavirus, le Regionali sono dietro l’angolo. Il voto del 20 e 21 settembre rappresenta uno snodo importante: da un lato il centrodestra vuole dare la spallata alla maggioranza giallorossa, dall’altro il Pd punta a non perdere la Toscana e il M5s a limitare i danni. È nella "regione rossa" che Nicola Zingaretti si gioca il proprio futuro. L’esito del voto – in Toscana ma anche in Puglia – è incerto. "A fare la differenza - spiega a ilGiornale.it il politologo Roberto D’Alimonte - sarà il voto utile e l’affluenza".

L’appuntamento elettorale con le Regionali del 20 e il 21 settembre è alle porte. Professor D’Alimonte, qual è il suo pronostico?
"Al momento ci sono quattro regioni dall’esito certo e due in bilico. Veneto, Liguria, Marche e Campania sono virtualmente assegnate – tre al centrodestra e una al centrosinistra – mentre in Puglia e in Toscana la partita è aperta e incerta, motivo per il quale non si possono fare pronostici"

Ecco, la Toscana è diventata "contendibile"...
"La Toscana è una sorpresa. Fino a qualche settimana fa si pensava avesse un esito certo, ma non è così. E qui il Pd e Zingaretti si giocano tutto"

In Toscana e Puglia, dunque, sarà battaglia. Chi farà da ago della bilancia? Mi spiego: ci sono particolari categorie di elettorali – penso a giovani, pensionati, donne o operai – che possono essere decisive?
"Farei un discorso diverso. Se guardiamo a che cosa può fare la differenza nelle due regioni in bilico, bisogna allora prestare attenzione agli elettori di tre precise aree politiche: Movimento 5 Stelle, Italia Viva e sinistra radicale. In Puglia, faranno la differenza i potenziali elettori di Iv e del M5s, mentre in Toscana – oltre ai simpatizzanti pentastellati – giocano un ruolo decisivo gli elettori di sinistra che guardando a Tommaso Fattori (candidato governatore per la lista Toscana a sinistra, ndr). Ma c’è un altro elemento..."

Quale?
"Visto il sistema elettorale misto che prevede il doppio voto – uno al candidato presidente (sistema maggioritario) e uno al partito (sistema proporzionale) – e la possibilità peraltro di un voto disgiunto, non ci si può dimenticare del peso che potrebbe avere il cosiddetto "voto utile". Perciò, per esempio, in Puglia la differenza la può fare il fatto che in cabina elettorale, all’ultimo momento, chi pensava di votare Ivan Scalfarotto (candidato renziano, ndr), alla fine scelga di fare la 'X' su Michele Emiliano. Lo stesso potrebbe accadere in Toscana, dove un potenziale elettore di Fattori potrebbe 'turarsi il naso' e indicare Eugenio Giani per cercare di non far vincere Susanna Ceccardi"

Oltre al voto disgiunto, visto il perdurare dell’emergenza Covid, ci potrebbe essere la tendenza a “evitare” i seggi elettorali? Penso soprattutto ai più anziani...
"Già, l’astensionismo sarà decisivo. Una parte degli elettori, specialmente i più anziani, potrebbero decidere di non rischiare assembramenti nei seggi e rimanere a casa. Difficile però dire, in caso, a chi possa arrecare più danno"

Cerchiamo di capire quali possano essere le conseguenze del voto delle Regionali. Il Pd, che si gioca tutto in Toscana, rischia più degli alleati grillini?
"Assolutamente sì, perché il Movimento 5 Stelle non ha aspettative: sa benissimo che non vincerà in alcuna regione e, come già accaduto, utilizzerà la giustificazione del fatto che il voto regionale sia storicamente avverso al partito. Insomma, se i grillini metabolizzeranno facilmente qualsiasi risultato, lo stesso non si può certo dire per i dem. Se il Pd perdesse la Toscana – insieme alle Marche e dopo l’Umbria nel 2019 – sarebbe una sconfitta molto grave per il partito e per il segretario Nicola Zingaretti"

Cosa potrebbe succedere in casa Pd?
"Zingaretti, già oggi, mi pare un segretario non particolarmente forte. Per cui mi sembra molto difficile che possa sopravvivere a una sconfitta in Toscana. In tal caso, penso proprio che si aprirebbe una delicata fase congressuale. Vedremo come si svilupperà..."

Ecco, ma a livello di tenuta della maggioranza, Conte avrà problemi?
"No, il governo continuerà a sopravvivere dopo le Regionali. Vede, c’è un vecchio libro molto bello sulla politica italiana, scritto negli anni Ottanta dal politologo Giuseppe di Palma, che si intitola 'Sopravvivere senza governare'. Ecco, direi che è attuale. Si può sopravvivere bene o sopravvivere male: vedremo come l’esecutivo gestirà gli appuntamenti in agenda, a partire dallo snodo – decisivo – del Recovery Fund...".