Renzi si fa lo spot alla Leopolda: "Le scuole valgono più di veti Ue"

Il premier chiude la kermesse democratica: "Stiamo restituendo all'Italia ciò che merita. Referendum? Bivio tra passato e futuro"

Renzi si fa lo spot alla Leopolda: "Le scuole valgono più di veti Ue"

"È stata una Leopolda segnata dal terremoto. Abbiamo aperto con il pensiero alle donne e agli uomini che sono stati colpiti. Ci siamo agitati per un fulmine che ci ha tolto la luce per qualche minuto, ma immaginate che cosa vuol dire per i nostri connazionali sfollati, che sono dentro i container", ha dichiarato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante l'intervento di chiusura della kermesse democratica.

"A tutti loro vorrei che andasse il primo pensiero della Leopolda e di tutti gli italiani e le italiane. L'emergenza ha visto l'Italia rispondere immediatamente, ma non basta: se vogliamo essere coerenti bisogna guardarsi negli occhi. Va bene dire che siamo vicino ai Comuni colpiti, che lo stato c'è e non si mette dalla parte di quelli che cercano gli effetti speciali, usando il terremoto come set di un grande show", ha continuato il presidente del Consiglio: "A ricostruire sono buoni tutti. Il giorno dopo il terremoto, con Agnese siamo andati a Genova da Renzo Piano e gli abbiamo chiesto di darci una mano sulla prevenzione, perché l'Italia sia numero uno nella prevenzione e non soltanto nell'emergenza".

E ha aggiunto: "Tutte le spese per l'edilizia scolastica legate alla messa in sicurezza sismica saranno fuori dal Patto di stabilità, che piaccia o non piaccia ai funzionari di Bruxelles. Il futuro dei nostri figli vale più dei funzionari della Unione europea".

Quanto al referendum ha detto: "Siamo a un bivio, c'è un referendum che è un derby tra passato e futuro, tra cinismo e speranza, tra speranza e proposta, tra nostalgia e domani. Vogliono solo difendere i loro privilegi e sanno che il 4 dicembre è la loro ultima occasione per tornare in pista. Non c'è altro, lo hanno capito anche i bambini, ma quale articolo 70...".

"Silvio Berlusconi ha detto che questa riforma rischia di creare un uomo solo al comando. E poi mi chiedete perché mi sta simpatico Berlusconi... È meraviglioso!. Adesso ci sentiamo dire che noi siamo quelli della dittatura ma non lo ha detto Beppe Grillo, che ha detto di non averla nemmeno studiata, e allora se l'è fatta spiegare da Di Maio, che ha detto di non averla capita. Io sono convinto di vincere, ma non ditelo a nessuno".

Poi Renzi ha preso di mira Vauro e la sua vignetta sul terremoto: "Civiltà è dire a un vignettista che si augura scosse di terremoto che il rispetto si deve principalmente a chi ha perso i cari e una casa. Il vignettista si domandi se offende noi o le famiglie delle vittime del terremoto che devono convivere con un'assenza. Si domandi se non sia una cosa riprovevole offendere chi non ha più un caro".

"Il tema dell'evasione: a tutti quelli che ci fanno la morale sull'evasione, voglio ricordare che il 2015 è stato l'anno record della lotta all'evasione, grazie all'incrocio delle banche dati, proposte qui alla Leopolda nel 2010", ha tuonato il capo del governo.

Che poi ha rivendicato: "Noi stiamo restituendo all'Italia ciò che l'Italia merita, ma per farlo abbiamo dovuto cambiare un gruppo dirigente che ci aveva messo in quella condizione. Non sempre la brevità, la sintesi, funziona nella vita politica mi piacerebbe stare qui a discutere, perché davvero il Jobs Act ha portato a 656mila persone che possono avere un futuro, accedere ad un mutuo. Ma non basta, sono io il primo a dirlo".

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