Renzi replica a Juncker: "Il tempo dei diktat è finito"

Braccio di ferro a distanza con l'Europa. Renzi contro Juncker: "Su edilizia scolastica nessuno sconto"

Renzi replica a Juncker: "Il tempo dei diktat è finito"

"Il tempo dei diktat è finito". Nel braccio di ferro con l'Unione europea Matteo Renzi prova a mostrare i muscoli. E, mentre a Bruxelles si discute la tenuta dei nostri conti e l'impianto della manovra economica, risponde a distanza al presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, che ieri ha detto chiaramente di "fregarsene" degli attacchi di Palazzo Chigi e ha invitato l'Italia a "rispettare le regole" comunitarie. "Un Paese che smette di investire non ha un futuro", replica il premier mettendo in chiaro, una volta per tutte, che l'Italia non piò essere condiderato "il salvadanaio dei Paesi che reclamano soldi quando c'è da prendere e non danno quando c'è da dare".

In tour perenne per portare in giro per l'Italia le ragioni del Sì al referendum, Renzi fa spot (a vuoto) a Hillary Clinton e si mostra tutto interessato al risultato delle presidenziali americane. In realtà, in cima ai suoi pensieri c'è soltanto la consultazione del 4 dicembre che darà il disco verde o rosso alle riforme costituzionali varate dalla "sua" maggioranza. Sul referendum, però, grava anche un inaudito scontro con l'Unione europea che in questi giorni sta vagliando il contenuto della legge di Bilancio. "C'è un Paese che ha bisogno di una forte spinta nella stessa direzione da parte di tutti - spiega Renzi - il mondo istituzionale va difeso un po' di più. Gli altri Paesi fanno squadra quando c'è da fare l'interesse nazionale. Noi invece siamo abituati a portare avanti le polemiche, i distinguo - continua - lavoriamo perché l'Italia sia più forte in Europa e nel mondo". Il punto, per Bruxelles, è che l'Italia starebbe barando stiracchiando i conti pubblici e abusando della flessibilità concessa dall'Unione europea.

Ieri Juncker è stato sin troppo chiaro. "Se qualcuno lo vuole dire, lo faccia - ha commentato il presidente della Commissione Ue - tutto sommato, non mi interessa". Un avvertimento che da oggi grava pesantemente su un governo (quello italiano) che è in forte difficoltà su troppi fronti. "Non intendiamo fare sconti a nessuno - replica Renzi - tutto ciò che serve per l'edilizia scolastica viene prima dei funzionari di Bruxelles". E chiosa: "Basta dire 'ce lo chiede l'Europa', bisogna iniziare a dire cosa noi chiediamo alla comunità internazionale".

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