Luca Zaia è uno dei leader più prestigiosi della Lega. È stato ministro, poi per 15 anni presidente della Regione Veneto, ora è presidente del Consiglio regionale.
Presidente, i sostenitori del No dicono che questa riforma è un colpo di mano
"Credo sia doveroso ricordare che una riforma approvata dal Parlamento è un atto democratico e non è un golpe. Se è legittimo sostenere il No, anche sostenere il Sì è altrettanto. Non ci sono quelli che hanno capito tutto e quelli che non hanno capito nulla".
Ma è una riforma contro la magistratura?
"È inaccettabile questa idea. Io sono per il Sì e dico che questa riforma non la sostengo perché penso che i magistrati siano dei lazzaroni. Penso che la magistratura sia la massima espressione di una comunità democratica".
Ma deve essere un potere indipendente?
"Penso che come previsto dalla Costituzione la magistratura debba essere autonoma e indipendente. Ma è altrettanto vero che la Costituzione assegna al Parlamento la facoltà di organizzare la magistratura".
I toni di questa campagna elettorale sono molti aspri.
"Vero. Io credo che invece sarebbe giusto concentrarci, nelle nostre discussioni, sul merito della riforma. Sui temi che propone. Evitando e condannando i toni sbagliati".
Lei li condanna?
"Si. I toni troppo accesi sono solo fuorvianti e non aiutano i cittadini a capire di cosa stiamo parlando. A volte danno uno spettacolo indecoroso. E in queste settimane abbiamo assistito a toni esagerati e sbagliati da una parte e dall'altra. Dal fronte del No e dal fronte del Sì".
Diversi esponenti del No in passato erano stati favorevoli alla separazione delle carriere.
"Lascio perdere le giravolte che abbiamo visto. I cittadini non sono degli idioti e sapranno giudicare da soli quelli che hanno fatto le giravolte".
Il Sì è una scelta di destra?
"Questa è una falsità assoluta. Ci sono tanti esponenti della sinistra che sostengono il Sì. Questo dobbiamo dirlo ai cittadini".
La sinistra sta fondando la sua campagna elettorale sul teorema che chi vota Sì è un reazionario
"Trovo offensivo che qualcuno sostenga che essere per il Sì voglia dire antidemocratici, o peggio golpisti".
Dicono anche che sia una riforma contro lo spirito della Costituzione.
"Al contrario. La riforma è solo un atto di coerenza con la Costituzione. La separazione delle carriere era prevista già dai padri costituenti. Magari quelli che gridano sempre contro le violazioni della Costituzione farebbero bene a leggerla, la Costituzione, prima di sventolarla".
Questa riforma avrà effetti positivi?
"Sì, sarà una svolta. Farà bene alla magistratura e al Paese".
Molti sostenitori del No sostengono che già oggi sono pochissimi i magistrati che passano dalla funzione inquirente a quella giudicante
"Il problema non è questo. Il problema è che se c'è un processo ci deve essere un giudice che ascolta le parti e che non deve avere nessuna condivisione con una delle parti. Al processo si va in tre: giudice, accusa e difesa".
L'unicità delle carriere è quasi una esclusiva italiana, tra i paesi democratici.
"Vero. In moltissimi Paesi che noi consideriamo civili la separazione già c'è. Perché? Perché è impossibile che in una partita di calcio l'arbitro sia tesserato a una delle due squadre".
Il sorteggio dei membri dei due Csm e dell'Alta Corte è una cosa positiva?
"Il sorteggio è la vera novità. Il sorteggio non solo tra i magistrati ma anche tra i membri laici. È la fine delle correnti, ma è anche la fine della spartizione politica".
Lo sdoppiamento del Csm secondo lei è un fatto positivo?
"Sì: avremo due organi di governo. Non è dittatura: è solo maggiore indipendenza dei magistrati".
Non c'è il rischio che il Pm finisca sotto il potere dell'esecutivo?
"Ma dove sta scritto? Da nessuna parte. Il pm non dipende né dall'esecutivo né dal legislativo. E il Csm non sarà scelto dalla politica ma dalla sorte. Il presidente della Repubblica resta il presidente di entrambi i Csm, ci sarà il tema del sorteggio ma la composizione sarà la medesima tra membri laici e togati".
Si ridurrà il conflitto tra politica e magistratura?
"Io credo che sarà l'inizio di un nuovo corso. Naturalmente questo fa paura a qualcuno. Quando c'è un cambiamento c'è sempre paura".
Che Italia sarà se passa il si?
"Un'Italia serena, che non ha superato una guerra civile ma solo una discussione su una riforma costituzionale".
Cosa pensa dell'intervento del presidente Mattarella?
"Condivido l'appello che ha fatto Mattarella alla serenità e alla civiltà del dibattito. A dispetto di chi vuol far credere che il suo intervento sia stato a favore del No".
Qual è, in termini politici, la differenza tra il Sì e il No?
"Il No si basa su una posizione ideologica. Addirittura vuole trasformare il referendum in una anticipazione delle elezioni politiche. Dall'altra parte il Si fa campagna con dei luminari o esperti (Zanon, Di Pietro, Barbera, per citare solo qualche nome) che discutono degli aspetti tecnici della riforma".
A Padova e a Rovigo insieme al
referendum ci saranno le elezioni suppletive per sostituire due deputati entrati nella giunta del Veneto. Pronostici?"I cittadini sono i veri protagonisti delle urne, alla politica spetta candidati e programmi".