"Rischiamo l'esodo, così scoppia tutto". Nel M5S esplode l'ennesima grana

Il pressing sulle restituzioni manda in subbuglio le chat grilline: "C'è chi è pronto a uscire dal M5S già dalla prossima settimana". Circa 40 parlamentari starebbero preparando le valigie

"Rischiamo l'esodo, così scoppia tutto". Nel M5S esplode l'ennesima grana

Pian piano sembrava essere tornato il sereno, ma sul fronte delle restituzioni scoppia l'ennesima grana in casa Movimento 5 Stelle. A mandare in subbuglio le chat interne dei grillini questa volta è la comunicazione del tesoriere Claudio Cominardi con tanto di riepilogo della situazione personale di ogni eletto in merito ai versamenti. Si invitano deputati e senatori a "provvedere immediatamente ad effettuare" i bonifici mancanti. Una buona dose di sale grosso su una ferita ancora apertissima che ora inasprisce i toni e infuoca gli animi nel gruppo. E rispuntano le voci, sempre più insistenti, di una folta pattuglia pronta ad abbandonare il M5S.

Il caso delle restituzioni

Il conteggio personalizzato di tutti gli arretrati da inizio legislatura fino al primo dicembre 2021 ha fatto scoppiare un caso nel gruppo grillino. Non solo dal punto di vista contabile, ma anche (e forse soprattutto) sul piano politico. Il caos è inevitabile, tanto che qualcuno lamenta presunti errori nel calcolo degli addebiti che gli vengono richiesti. Ma c'è di più: come riferito da LaPresse, c'è chi vede questa mossa come una sorta di "cartella esattoriale, stile Equitalia".

Molti parlamentari sono pronti a chiedere che l'attuale comitato di garanzia - composto da Luigi Di Maio, Virginia Raggi e Roberto Fico - fornisca una "interpretazione" della richiesta avanzata dal tesoriere. Nella mail non sarebbe stata indicata una precisa data di scadenza. Sebbene agli eletti venga riconosciuto il diritto di "effettuare verifiche a seguito di una tua puntuale rendicontazione", non mancano denunce sui toni perentori usati per affrontare un tema così delicato.

A irritare diversi esponenti del M5S è anche il fattore legato alla tempistica. L'ennesima situazione confusionale coincide non solo con l'imminente elezione del direttivo alla Camera (un importante appuntamento interno fissato per il 9 dicembre), ma pure con i lavori sulla manovra con migliaia di emendamenti da esaminare. Senza dimenticare la cruciale partita del Quirinale che rischia di indebolire i 5 Stelle.

Eppure nelle ultime ore c'era abbastanza ottimismo per quanto riguarda le restituzioni. Il monito lanciato ("Tutti coloro che intendono assumere un incarico nel Movimento devono essere in regola") era suonato come una velata minaccia e così la situazione finanziaria del M5S è lentamente migliorata, con i bonifici dei versamenti che sono aumentati rispetto ai mesi scorsi. Ma adesso è arrivata la mail che agita di nuovo le acque.

Esodo dal M5S?

Le proteste hanno spinto il direttivo alla Camera a fare una precisazione, annunciando di aver chiesto un chiarimento sui parametri che verranno utilizzati ai fini della valutazione della regolarità delle restituzioni. Il caos resta. Tutto ciò non fa altro che confermare quanto già ampiamente previsto e anticipato nei mesi scorsi: il nuovo corso capitanato da Giuseppe Conte non è in grado di placare le acque di un Movimento in perenne sofferenza e agitazione. Nelle chat la confusione è totale. Torna puntuale lo spettro di una fuga dal gruppo grillino. "Di questo passo, decine di eletti abbandoneranno il gruppo", è l'osservazione fatta da un esponente M5S all'Adnkronos.

In diversi minacciano ricorsi e conseguenze politiche se dovessero essere pubblicati atti personali. "Con questa mossa agirò di conseguenza. Altro che unità dei gruppi sulla manovra e sul Quirinale", spiega una parlamentare. Alcuni agitano lo spettro di "reato" e di "diffusione illecita di dati personali". Un altro prova a chiarire così quello che viene definito un pasticcio: "Hanno 'sbagliato' le schede di alcuni parlamentari. Nonostante questi abbiano versato anche di più, gli vengono comunque chiesti altri soldi. Poi non si capisce quale sia il criterio per capire chi è in regola e chi no".

Addirittura c'è chi arriva a parlare di circa 40 parlamentari pronti a fare le valigie. Ma al di là dei numeri è palese che la mail di queste ore è destinata a riaprire crateri profondi che potrebbero portare a conseguenze politiche inevitabili. Non a caso l'allarme lanciato da un parlamentare è chiarissimo: "Con questa mail scoppierà tutto, c'è gente pronta a uscire dal gruppo già la prossima settimana". Il clima è testo e gli appuntamenti all'orizzonte, con queste condizioni, non lasciano presagire nulla di buono: Conte riuscirà a sedare i ribelli o finirà travolto da una valanga di malpancisti?

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