Sardegna in alto mare. E aleggia il riconteggio

Il distacco Todde-Truzzu si riduce, ma il centrodestra riconosce la vittoria. Sasso (Fdi): "Ricorso? Vedremo"

Sardegna in alto mare. E aleggia il riconteggio
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Le certezze sono tre. La prima è che in Sardegna c'è un evidente rischio ricorso, con conseguente riconteggio. La seconda, che poi è la premessa dell'altra, è che per il centrodestra il distacco dal «campo largo» potrebbe ridursi a «circa 600-800 preferenze». La terza però è che il risultato è stato digerito. In un contesto da 750mila votanti, in ogni caso, si tratta di una differenza microscopica. Sì, perché mentre Schlein, Conte e compagni nascondono la polvere sotto al tappeto, parlando di «modello Sardegna», sull'isola stanno ancora contando. O meglio: i cittadini sardi, e non solo, attendono i risultati delle sezioni che non hanno completato lo spoglio durante i tempi stabiliti. E i risultati emersi ieri raccontano di un'ulteriore, ennesima remuntada di questo giro elettorale. Questa volta, sarebbe Truzzu ad avvicinarsi a Todde. Dallo schieramento vincente non negano, anzi. Fonti del «campo largo» sardo, dopo lo scrutinio di 17 sezioni «sospese», registrano un vantaggio di 1.626 voti. Meno rispetto ai 2.615 da cui si partiva dopo la nottata elettorale. Certo, Il centrodestra non tifa affatto «ribaltone». «Noi abbiamo avuto grande rispetto per gli avversari, tant'è che Truzzu ha subito chiamato la Todde per complimentarsi della vittoria in Sardegna», premette il deputato di Fdi Deidda. «Chiediamo altrettanto rispetto e vogliamo che il risultato elettorale venga commentato sui dati reali e non sulle ipotesi», aggiunge. E bisognerà pure soppesare i distinguo tra voti destinati al presidente e voti di lista. La palla ce l'ha la Corte d'appello di Cagliari, che deve ufficializzare gli eletti, quindi i vincitori e gli sconfitti. Poi, statistiche definitive alla mano, il partito guidato dalla premier Giorgia Meloni valuterà se fare ricorso o no. Ma il centrodestra ha già riconosciuto la sconfitta. Le tempistiche non sono brevi: gli eletti saranno ufficializzati entro metà marzo. Non è una novità: cinque anni fa, quando i sardi hanno scelto Solinas del Partito sardo d'Azione, le operazioni hanno richiesto un mese.

Il candidato del centrodestra era già stato chiaro subito dopo l'esito elettorale: «Se riterremo che ci sarà un elemento per poter fare un ricorso, lo faremo. Ma non è una cosa all'ordine del giorno, perché adesso non ci sono le condizioni. I ricorsi si fanno quando c'è il risultato conclamato», ha detto Truzzu, il 27 febbraio. Siamo ancora lì. E lo spoglio prosegue. «Non sono solo voci ma è vero che, a questo punto, il centrodestra ha già allertato un pool di avvocati che avranno il compito di verificare le condizioni per un eventuale ricorso, che ci sarà eventualmente solo dopo il conteggio operato dalle autorità preposte», afferma Giovanni Satta, esponente di Alleanza Sardegna-Pli.

Il partito sardo d'Azione intanto segnala la straordinarietà della situazione. «Questa confusione sul vincitore può creare problemi di ordine pubblico», fa presente Pietro Maieli.

E ancora: «Quel che sta accadendo in queste ore in Sardegna, circa il conteggio, da parte dei tribunali, dei voti delle sezioni mancanti, che vedrebbe il centrodestra in rimonta sul centrosinistra, rispetto ad un primo dato, seppur ufficioso, non si è mai verificato nella storia elettorale della Sardegna», chiosa.

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