Savoini, la difesa: "Audio del Metropol inutilizzabile"

Secondo l'avvocato di Gianluca Savoini, Lara Pellegrini, il file audio registrato il 18 ottobre scorso all'hotel Metropol di Mosca è "inutilizzabile". I giudici hanno cinque giorni per decidere

Per la difesa di Gianluca Savoini, il presidente dell'associazione Lombardia-Russia coinvolto nell'inchiesta per corruzione internazionale sui presunti fondi russi alla Lega, il file audio registrato il 18 ottobre scorso all'hotel Metropol di Mosca è "inutilizzabile". È questa la carta che l'avvocato Lara Pellegrini, difensore di Savoini, ha utilizzato davanti ai tre giudici del tribunale del Riesame di Milano questa mattina, a cui ha chiesto il dissequestro di computer e cellulari. "Abbiamo presentato una memoria di 20 pagine", spiega il legale all'Adnkronos. Il tribunale del Riesame di Milano si è riservato sulla richiesta della difesa. L'udienza è durata circa mezz'ora.

Nella memoria tecnica, discussa questa mattina, si impugna la legittimità del sequestro eseguito a luglio dalla Guardia di finanza su richiesta della procura di Milano. "Non essendo certa la provenienza del file audio - spiega la fonte all'agenzia stampa Adnkronos - non si può porre alla base di un provvedimento di sequestro". Se la captazione è illecita, e non si conosce in che modo e da chi è stata fatta il 18 ottobre scorso all'hotel Metropol di Mosca, allora non può legittimare un sequestro. I giudici del Riesame hanno cinque giorni per decidere. Nelle scorse settimane sono emersi nuovi dettagli sull'indagine per corruzione internazionale sui presunti fondi russi alla Lega che coinvolge, oltre a Gianluca Savoini, l'avvocato cosentino Gianluca Meranda e l'ex Monte dei Paschi Francesco Vannucci.

Nelle scorse settimane, infatti, la Procura ha inoltrato ai cronisti dell'Espresso la "lista di consegna", atto che prelude a una perquisizione, i giornalisti hanno consegnato il file Mp3 ma non ne hanno voluto rivelarne la provenienza, invocando il segreto professionale. Da quanto risulta da fonti investigative, la conversazione potrebbe essere stata registrata da una delle persone presenti alla riunione del Metropol di Mosca del 18 ottobre 2018 con il proprio telefono cellulare. Chi ha dunque consegnato ai giornalisti dell'Espresso il file che ha innescato l'intera vicenda e l'inchiesta giudiziaria? Secondo quanto riportato da La Verità una fonte attendibile, in contatto con i giornalisti del settimanale, sostiene che a consegnare l'audio sarebbe stato Vannucci, l'uomo che almeno fino al 2013 ha fatto parte del direttivo del circolo del Pd del suo paese, Suvereto, in provincia di Livorno. Francesco Vannucci avrebbe consegnato il file dopo un litigio con Gianluca Meranda, probabilmente per una questione di soldi, scrive sempre il quotidiano, che ricorda come il "nonno Francesco" dell'audio del Metropol rimanga in silenzio per quasi tutta la durata dell'incontro.

Questa settimana, inoltre, il sito Buzzfeed, ha rivelato i nomi dei due russi presenti all'incontro del Metropol. Si tratta di Andrey Yuryevich Kharchenko e di Ilya Andreevich Yakunin. Secondo il sito americano si tratta di due personalità vicine ad Alexandr Dugin, filosofo e teorico della "Quarta teoria politica" e al presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. Il quadro, che è al vaglio della magistratura, resta comunque tutto da verificare. L'agenza sopracitata, peraltro, ha ricordato pure come l'inchiesta, che è stata aperta per presunta corruzione internazionale, riguardi tre persone.

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Commenti
Ritratto di No_sinistri

No_sinistri

Gio, 05/09/2019 - 14:32

Come se in Italia ci fosse un metodo lecito e uno illecito per raccogliere le prove... La legge è in mano al piddì.

Una-mattina-mi-...

Gio, 05/09/2019 - 14:34

COSI', MENTTRE C'E' CHI INDAGA SU CRETINERIE E FANTASTORIE CHE NON HANNO PRODOTTO NULLA DI CONCRETO, LE ORDE DI SELVAGGI VAGANO IMPUNITE E PROTETTE DALLE CRICCHE BIBBIANESCHE, IMPUNITE PURE LORO.