Scanzi attacca Salvini ma "taglia" Conte e Di Maio

In un post la firma del Fatto Quotidiano pubblica una foto di Salvini e Putin con una frase del leghista (con data sbagliata), ma dalla stessa immagine rimuove i suoi amici Conte e Di Maio

Scanzi contro Salvini per la foto con Putin, ma "taglia" Conte e Di Maio

Andrea Scanzi soffre di amnesie. Congenite o traumatiche che siano, devono essergli costate 461 giorni di memoria. Quelli cioè, del governo Conte I composto dal premier e da due vicepremier: Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

A sentire Scanzi, invece, sembra quasi che il Presidente del consiglio all'epoca fosse il leader della Lega. Lui e solo lui. Specie per via dei rapporti sempre più stretti che il Carroccio cercava di stabilire con la Russia di Vladimir Putin. Ora che è iniziata una sorta di caccia all'uomo per rintracciare chiunque abbia una foto col presidente russo nel passato più o meno recente, Scanzi non si è sottratto alla prassi acchiappalike, postando due giorni fa un'immagine di Salvini sorridente insieme a Putin e il virgolettato: "Staremmo meglio se avessimo un Putin in Italia".

La frase è vera, così come la foto. Ma oltre ad essere sbagliata la data dell'esternazione, che è del 2017, mentre la foto è del 2019, quello che Scanzi non mostra è che sotto il bianco inserito con Photoshop per incentrare l'attenzione solo su Salvini e Putin, ci sono altri due ospiti sapientemente tagliati dalla grafica fai da te: proprio loro, Giuseppe Conte e Luigi Di Maio.

La foto infatti è stata scattata durante la visita di Putin a Roma nel 2019. Quando, tra gli altri, incontrò il Papa, e la sera venne ospitato in una cena di gala dal premier Giuseppe Conte e dai due vicepremier dell'epoca. Di Maio e Salvini, appunto. Tutti insieme, si fecero ritrarre in foto.

Nel suo delirio partigiano Scanzi provvede quindi a manipolarla in modo tale che il suo nemico appaia, ma i suoi amici no. Oltre a non aver fatto cenno ai contatti, altrettanto stretti, tra mondo russo e Movimento 5 Stelle e men che meno ai grandi volti grillini legati alla sfera di politici e oligarchi russi, Scanzi ha sì nel tempo rettificato la sua ammirazione per Di Maio, ma mai e poi mai quella per Conte.

La rimozione forzata dell'anno abbondante di rapporti Salvini-Conte era già iniziata ai tempi dell'uscita di uno dei suoi "best-seller", "Il cazzaro verde", benedetto dal Fatto Quotidiano e dall'editore Paper First (sugli ammiccamenti alla Russia da parte delle firme della sua stessa testata andrebbero scritti interi libri). All'epoca del suo tour promozionale del libro anti-Salvini, Scanzi insieme a Conte, che ci governava insieme, ha fatto persino delle presentazioni pubbliche. E da lì è scoppiato l'amore. Complice anche la prima fase della pandemia gestita (male) da Conte ma con Scanzi tra i primi cheerleader di quello che era diventato il volto più popolare sui social.

Da allora, gli show al limite del macchiettistico del mitico duo si sono sprecati, tra ospitate sui canali social, altri eventi insieme, endorsement vari e il famigerato incontro "casuale" del settembre 2021, con Conte impegnato nel tour elettorale e Scanzi che finge di trovarsi in piazza a Montevarchi in Toscana per ascoltarlo. Poi, guarda un po', i due vengono a contatto e Scanzi finisce per fargli da spalla durante il comizio.

Insomma, il migliore amico di Scanzi, l'infallibile Conte, nella foto con Putin proprio non ci deve essere. Ma con un tocco di Photoshop il superpotere di Scanzi è in salvo: dipingere non la verità, ma quella che lui pensa debba essere la verità.

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