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Se il caso esiste solo per andare contro la destra

Il punto non è la Domenica delle Palme, non è Pizzaballa, non sono nemmeno i cristiani perseguitati. Il punto è che il cattivone, a questo giro, è la polizia israeliana

Se il caso esiste solo per andare contro la destra
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La sinistra pro islam. Quella che apre le porte delle istituzioni a imam radicali, che taglia i nastri all'apertura di nuove moschee e poi va nelle stesse a elemosinare voti. Quella che chiude un occhio sul velo integrale ed entrambi gli occhi sulle donne confinate nei recinti durante le celebrazioni di fine ramadan. Quella che, in nome dell'integrazione, manda i nostri figli in gita nei centri islamici. Quella che a dicembre, per non offendere i musulmani, tace quando Gesù viene cancellato dai canti di Natale. Quella che non vede le persecuzioni dei cristiani, soprattutto se commesse nei Paesi a maggioranza musulmana. Che non riesce a puntare il dito contro l'islam nemmeno quando queste violenze avvengono in Europa. Ebbene quella sinistra oggi scopre che i cristiani, in giro per il mondo, non se la passano poi tanto bene. Ma credetemi: non perché tutto d'un tratto ha preso a cuore i loro destini e nemmeno perché alla Domenica delle Palme ci tiene che il cardinale Pizzaballa celebri Messa nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Il motivo è meno nobile. Il punto non è la Domenica delle Palme, non è Pizzaballa, non sono nemmeno i cristiani perseguitati. Il punto è che il cattivone, a questo giro, è la polizia israeliana che ieri, manco a doverlo scrivere, ha compiuto un gesto vergognoso. E quindi eccoli sull'attenti a puntare il dito. Contro Israele, ovviamente. Contro Netanyahu. Ma anche contro il governo Meloni. C'è, a sinistra, chi lo definisce ipocrita.

Ma la verità è che l'ipocrisia sta tutta dalla loro parte dove la libertà di culto è ondivaga: la sinistra si spende perché sia garantita agli islamici nel nostro Paese ma non difende i cristiani quando i musulmani non la garantiscono nei loro Paesi. A sinistra, infatti, non ci sarebbe stato tanto clamore se ieri, anziché parlare di Pizzaballa, ci fosse toccato raccontare di uno dei tanti preti martiri.

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