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"Se la destra andrà al governo...": tutti gli assurdi spauracchi di Pd & Co

Da “fascista” a “bancarottiera”, passando per “eversiva” e “omofoba”: la sinistra evoca i fantasmi più surreali che si aggireranno a partire dalla mattina del 26 settembre, in caso di vittoria di Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi

"Se la destra andrà al governo...": tutti gli assurdi spauracchi di Pd & Co

A pochissime ore dalle urne, un elemento è stato oramai ampiamente appreso: se il centrodestra dovesse andare al governo, sarà sicuramente un disastro assoluto. Parola del Pd. E, per citare, Totò: ho detto tutto.

È almeno dall’inizio ufficiale della campagna elettorale (22 luglio) infatti che questa litania viene ripetuta a più riprese da esponenti di spicco della sinistra. Non solo quella più strettamente politica, che si appresta a dare battaglia nelle schede elettorali; ma anche quella più internazionale, imprenditoriale, artistica e intellettuale (o presunta tale). Le accuse e gli spettri evocati dai sostenitori dell’ammucchiata rossa si stanno rivelando talmente gonfiati ed esagerati da diventare ridicoli. Anche agli occhi di coloro che, di certo, non possono dirsi simpatizzanti di Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. Qua sotto, i giudizi più eclatanti.

Fascista

“Il futuro dell’Italia è desolante”. “Le elezioni anticipate, previste per l’autunno, potrebbero aprire la strada a Fratelli d’Italia per diventare il primo partito di estrema destra a guidare una grande economia dell’eurozona. Per l’Europa e il Paese, sarebbe un vero e proprio evento sismico” (New York Times, 22 luglio)

“Come può una democrazia che si dice tale avere al governo simile forze politiche? Grazie a decenni di politiche della memoria dominate da un immaginario neofascista” (Eric Gobetti, storico, 26 luglio)

“Se la destra vince le elezioni è una catastrofe. Serve un nuovo Cln come contro Mussolini” (Carlo Debenedetti 27 luglio)

“Meloni evoca un passato cupo. Democrazia in pericolo se vince” (The Guardian, 14 agosto)

“Permangono gravi riserve su Meloni, in particolare nel momento in cui un'ondata di partiti di dura destra sta vivendo una preoccupante rinascita in tutta Europa” (Financial Times, 19 settembre)

“Sarebbe davvero un segnale importante se Enrico Letta potesse vincere e non Meloni, che, come partito post fascista, porterebbe l'Italia in una direzione sbagliata” (Lars Klinhgbeil, presidente dell’Spd, 19 settembre)

“La donna più pericolosa d'Europa” (copertina di Stern, settimanale tedesco, 22 settembre)

“L’ombra di Mussolini sulle elezioni” (Le Parisien, 24 settembre)

Niente, bisogna arrendersi: dalle elezioni riemergerà la marcia su Roma, a 100 anni esatti di distanza da quella che si legge sui libri di storia. Con tanto di camicia nera, fez, manganello e olio di ricino. Lo hanno stabilito, erga omnes, i cosiddetti “democratici”.

Bancarottiera e autarchica

“Se vince la destra sovranista e populista, l'Italia verrà isolata in Europa e nel mondo” (Piero Fassino 25 luglio)

“Rinegoziare il Pnrr come proposto da Giorgia Meloni è un gravissimo errore. A rischio la credibilità dell'Italia e la nuova rata di finanziamenti da 20 miliardi di euro. Di fronte a tutto questo Lega e Forza Italia tacciono. Una cosa è la propaganda, altro la responsabilità verso il Paese” (Mariastella Gelmini, 14 agosto)

“Con la destra al governo in Italia è a rischio l’unità dell’Europa”. “Fondamentale il rispetto dei patti e l’Agenda Draghi. La possibilità di vittoria del centro moderato legata alla divulgazione di messaggi chiari” (Giovanni Di Lorenzo, direttore del settimanale Die Ziet, 17 agosto)

“In Europa i falchi nordici e la retorica della ‘frugalità’ riprendano quota, una volta sospinta la pandemia nell’oblio e nell’ordinaria amministrazione, spianando la strada a una infernale combinazione di nazionalismo e austerità” (Marco Bascetta, Il Manifesto, 19 agosto 2022)

“La destra al governo ci porterà alla bancarotta” (Enrico Letta, 25 agosto)

“O noi o la destra: con loro al governo conti in pericolo” (Romano Prodi, 25 agosto)

“Visto quello che può succedere è ovvio che bisogna impegnarsi. Noi siamo qui anche perché abbiamo paura di quello che può succedere all’Italia. Io ho davvero paura. Sono preoccupato per il destino dell’economia italiana” (Carlo Cottarrelli, 2 settembre)

“Rischio default per l'Italia con la destra al governo” (Lorenzo Guerini, 18 settembre)

Non si capisce esattamente di quali rischi concreti vaticinerebbero certi esponenti di sinistra, visto che la leader di Fratelli d’Italia ha più volte affermato che è sua ferma intenzione – nel rispetto del Regolamento europeo del Next Generation EU e d’intesa con la Commissione – creare le condizioni perché le risorse del Pnrr favoriscano concretamente la crescita, l’innovazione e lo sviluppo dell’Italia.

Eversiva

“Sarà la conquista di gran parte dei seggi assegnati uninominalmente che trascinerà la coalizione ben oltre tale soglia avendo come obiettivo quella dei due terzi dei componenti le assemblee. Un esito da scongiurare. Un tale traguardo permetterebbe al trio Meloni-Salvini-Berlusconi di modificare a loro piacimento la Costituzione senza neppure il rischio di essere smentiti da un referendum oppositivo. Metteremmo dunque nelle loro mani il futuro dei nostri diritti fondamentali e le sorti della democrazia parlamentare” (Manifesto di Libertà e Giustizia, 30 luglio)

“Se la destra vincesse le elezioni potrebbe cambiare la Costituzione in modo peggiorativo. Noi difendiamo il presidente della Repubblica” (Enrico Letta, 12 agosto)

“Le vere pulsioni della destra che sente odor di vittoria. Fare piazza pulita, prendersi tutto, anche il Quirinale” (Concetto Vecchio, Repubblica, 12 agosto)

La nostra Costituzione Repubblicana era la stessa che era stata stravolta dal centrosinistra – e a colpi di maggioranza – sia nel 2001, con il titolo V, sia nel 2016, con il Senato delle Regioni voluto da Renzi; però all’epoca, evidentemente, andava benissimo così.

Filo-russa

“Se vince la destra sarà a rischio la libertà. Ci sono tentativi di interferenza russa. La destra al governo porterà l'Italia in braccio a Putin e Orbàn” (Luigi Di Maio, 27 Agosto)

“Se vince destra brindano Putin, Trump e Orban” (Enrico Letta, 30 agosto)

“Le parole di Salvini di ieri sono state chiarissime, ci hanno detto quale sarebbe la strada dell’Italia se vincesse questa destra: un’Italia che si ritroverebbe fianco a fianco con Putin” (Enrico Letta, 4 settembre)

In tutti questi ultimi mesi il centrodestra (sia di governo sia di opposizione) ha sempre votato in Parlamento compattamente a favore delle sanzioni contro la Russia e per l’invio delle armi per l’Ucraina. Eppure questa coalizione deve essere considerata, senza appello alcuno, filorussa. A prescindere.

Omofoba e antiabortista

Giorgia Meloni è “una donna che parla come un uomo del 1922”. “Una donna, una madre, dovrebbe avere attenzione per i diritti” (Elodie, 5 settembre 2022)

“Per tantissime persone le elezioni saranno una carneficina, rappresenteranno la nascita del governo più a destra della storia repubblicana. I neri italiani o residenti subiranno la portata dell'odio che si creerà dai toni accesissimi e brutali. E poi le persone Lgtb, le donne libere (le altre sono schiave?) che non potranno decidere del loro corpo, i giovani che dovranno convivere con bigottismo” (Chiara Ferragni, 14 settembre)

“La destra della Meloni somiglia troppo alla destra ungherese e spagnola. Una destra drammatica che ricorda il medioevo e fa ascoltare il battito del feto alle ragazze che dovranno abortire. Una destra che punisce scelte di libertà. Sono i loro dirigenti a parlare di lobby gay. Ho paura delle idee che ci riportano al conformismo bigotto dei nostri anni ’50 quelle idee sono l’anticamera di un rischio” (Andrea Orlando, 23 settembre)

Stiamo ancora aspettando di capire da lorsignori in quale preciso punto del programma del centrodestra vengano messi in dubbio sia i diritti degli omosessuali sia la legge sull’aborto. Ma non disperiamo.

Antimeridionalista

“Di una ipocrisia nordista di destra il paese non ha davvero bisogno” (Massimo Villone, Repubblica, 3 agosto)

“Sull’autonomia differenziata dicono che ci guadagna il Nord, ci guadagna il Sud, ci guadagna l’Est, ci guadagna l’Ovest. Ci guadagnano tutti insomma. Nelle campagna emiliane questo si chiama ‘maiali tutti di prosciutti’. Ecco, loro allevano maiali tutti di prosciutti” (Pierluigi Bersani, 18 settembre)

Sarebbe molto interessante se Bersani ascoltasse, per esempio, l’opinione di Vincenzo De Luca a tal proposito, visto che anche quest'ultimo è da anni un fiero sostenitore dell’autonoma differenziata per la sua Campania.

Classista

“La destra è unita solo contro i poveri” (Giuseppe Provenzano, 31 agosto)

Detto da un rappresentante di un partito che ha governato 10 degli ultimi 11 anni – durante i quali in Italia la povertà (purtroppo) è drasticamente aumentata – è quasi un complimento.

Insomma, non serve nient’altro da aggiungere. Bando alle ciance: da lunedì mattina sarà meglio per tutti quanti scappare all’estero. Alcuni cervelli hanno già anticipato le mosse, in questo senso. Peccato soltanto che i corpi siano rimasti saldamente in Italia.

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