Leggo il post di Anna Paola Concia e penso: buon segno, no? Evidentemente esistono donne di sinistra che non si tappano gli occhi con le mani e non chiudono le orecchie quando sentono il grido delle donne persiane, perseguitate dagli Ayatollah e in rivolta contro il regime. Il problema è che se Anna Paola si volta all'indietro per vedere quante donne di sinistra e quante femministe l'hanno seguita, sulla strada del coraggio e della verità, si accorge che il sentiero è vuoto. Anna Paola è sola. Non è per spirito polemico che scrivo queste righe. È per segnalare un problema gravissimo che affligge la politica. Non solo italiana, naturalmente. Lo strabismo della sinistra e delle femministe che le sono aggregate. Pronte a scendere in piazza, e anche in mare - con la flotilla - per difendere Hamas e denunciare Israele, ma che neanche si accorgono che l'antica e nobile terra di Persia è scossa da una ribellione amplissima che è partita proprio dalle donne. Non ho sentito neanche un lamento provenire dal lato della sinistra per sostenere questa battaglia, per denunciare la repressione spietata di Khamenei. Del resto dalla sinistra che si batte contro la pena di morte non ho mai ascoltato grida indignate per le 2000 persone impiccate quest'anno dai satrapi iraniani. È l'ideologia? Si, è l'ideologia senza idee.
Possibile che il femminismo, capace di denunciare il patriarcato a ogni piè sospinto, e di sfidarlo, e di biasimarlo, e di sbeffeggiarlo nei luoghi dove del patriarcato non c'è traccia (cioè, per esempio, da noi in Italia), non sia capace però di emettere neanche un sospiro per aiutare le donne che il patriarcato, quello vero, lo combattono concretamente e per combatterlo versano il loro sangue? È cecità? È incapacità di conoscere e di ragionare? O è semplicemente vigliaccheria? Grazie Paola Concia. Resisti. Magari un giorno ti volti indietro e vedi che finalmente il tuo sentiero si è riempito di donne intelligenti.