La sfida all'Europa. Vaccini in vacanza anche ai turisti (senza esagerare)

Garavaglia:"Con buonsenso o sarà il caos, ma non possiamo offrire servizi di qualità inferiore ad altri". Siero e tamponi, la corsa su Francia e Grecia. "Presto green pass Ue e bonus alberghi"

La sfida all'Europa. Vaccini in vacanza anche ai turisti (senza esagerare)

Hotel, ristorante, ombrellone e vaccino. Il pacchetto turistico per l'estate 2021 potrebbe essere questo. E anche l'Italia apre con timidezza alla possibilità a trasformare l'iniezione per immunizzarsi dal Covuid una sorta di attrazione turistica. Senza troppa convinzione, per la verità. Ma con l'idea di non perdere troppi «clienti».

Ieri è stato il ministro del Turismo Massimo Garavaglia a fare due passi avanti e uno indietro: «Sono favorevole - ha detto sul palco del festival dell'Economia di Trento rispondendo a una domanda sul vaccino per turisti - ma con buon senso e se si tratta di eccezioni: se riguarda un turista straniero che viene o un italiano che si muove per un periodo particolarmente lungo va bene. Ma se lo fai diventare una regola diventa un caos. Non sarà la norma, ma con buon senso si può aprire a questa possibilità». La posizione non è priva di ambiguità: si apre o non si apre? Ci sarà una regola o non ci sarà? E se ci sarà come sarà possibile evitare il caos? Se il principio è, come dice lo stesso ministro, che «non offrire questo servizio se qualcun altro lo fornisce vuol dire che hai un servizio di qualità inferiore», che senso ha porre troppi limiti?

Va detto che anche il ministro degli Affari regionali Mariastella Gelmini è sulle stesse posizioni: «Sì alle vaccinazioni in vacanza, anche se deve essere chiaro che non siamo in grado di offrire copertura a tutti i territori. Se ci sono Regioni in grado di garantirlo, il governo non ha nulla in contrario», dice l'esponente di Forza Italia a Trento. «L'importante - aggiunge - è rispettare le priorità vaccinali. La priorità del governo è mettere in sicurezza i pazienti fragili, gli anziani che ancora non hanno risposto alla campagna, disabili e caregiver». I tursiti, italiani e stranieri, vengono dopo. E questo è chiaro.

Ma che estate sarà a livello turistico dipenderà anche dal Green pass europeo, che dovrebbe entrare in vigore dal 1° luglio. «Le regole ci sono - dice di nuovo Garavaglia - se sei vaccinato, hai un test negativo o sei guarito circoli tranquillamente. Noi spingiamo affinché parta domani. Ormai ci siamo, è questione di settimane, abbiamo regole comuni e semplicità. Per me domani dovremmo applicare le regole, chi arriva dopo perderà i clienti. È stupido perdere tempo se sai che le regole sono quelle lì». Anche in questo caso però bisogna sbrigarsi e cercare di imitare gli altri. «Oggi la Francia dice che se vaccinati da loro possono andare tutti: ieri - dice il ministro - ho chiamato Speranza e ho detto che se lo fa la Francia dobbiamo farlo anche noi. La Grecia fa arrivare con il tampone che dura 72 ore, da noi 48: lo dobbiamo fare anche noi a 72 altrimenti siamo in difficoltà» Di sicuro come prospettiva generale «occorre allungare la stagione turistica e puntare su un biglietto integrato, con pacchetti con più siti come accade in Giappone».

Certo che dal settore arrivano segnali incoraggianti. Il 54,5 per cento degli italiani ha prenotato o vuole prenotare una vacanza, dieci punti in più dello scorso anno. Lo stesso Garavaglia sembra ottimista sul fatto che recupereremo una buona parte dei 27 miliardi persi l'anno scorso. Assoturismo prevede tra giugno e agosto 33 milioni di arrivi e 140 milioni di pernottamenti nelle strutture ricettive ufficiali, con un incremento del 20,8 per cento sul 2020 e un fatturato complessivo di 12,8 miliardi di euro. Molto rispetto all'annus horribilis della pandemia, poco a paragone con l'ultimo anno a.C. (avanti-Covid), il 2019, quando l'estate aveva fatto registrare 73,5 milioni di presenze in più. Ma accontentiamoci.

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