Ogni scusa è buona per scendere in piazza e creare disagi, come quelli avvenuti ieri a Milano e scaturiti dall’unione delle solite sigle extraparlamentari con centri sociali e mondo islamista.
L’ultima occasione per protestare da parte dei proPal, al grido di «Intifada fino alla vittoria», è stato il boicottaggio delle Olimpiadi in corso e a prendere la parola è stato Mahmoud Hannoun, il figlio di Mohammad oggi il carcere con accusa di essere l’uomo al vertice della cupola di Hamas in Italia. E, proprio mentre il nuovo volto dei cortei, Ahmad Mahmoud, gli passava il microfono, ha pensato bene di prendersela con il governo Meloni: «Tutti conoscete mio padre Hannoun che attualmente è in carcere, ma lui con Dawoud, Elasaly e Albustanji (gli altri tre in carcere ndr) sono le prime vittime di questa guerra qua in Italia da parte della destra, alla giustizia, alla libertà per noi e per la Palestina».
Nessuna guerra, se non quella al terrorismo palestinese, e le persone da lui nominate ne rappresenterebbero i vertici.
Milioni di euro, infatti, sarebbero stati dirottati ad Hamas proprio dalle fantomatiche associazioni benefiche palestinesi che facevano capo ad Hannoun. Ma, secondo il figlio «oggi il nostro governo ci combatte, ci contrasta e ci opprime, non vuole che ci esprimiamo. Loro sanno le porcate che stanno facendo. In queste olimpiadi milioni di euro sono stati spesi. La Meloni prometteva “la flottilla non serve a niente manderemo gli aiuti a Gaza” e dopo mesi dove sono questi aiuti a Gaza?
Cosa aspettate? Stanno aspettando di aprire questo circo per gestire Gaza da parte di banchieri e presidenti di paesi corrotti. Abbiamo visto cosa c’era negli Epstein files, questo è solo l’inizio. Daranno Gaza a un gruppo di pedofili razzisti. La Palestina è l’ultimo baluardo di libertà, è la nostra battaglia contro questo governo fascisti e razzisti».
Assistiamo a una rabbia crescente, a un’escalation verbale di chi sembra proprio sentirsi impunito e intoccabile davanti alla legge, accusando un Premier come Giorgia Meloni di simili nefandezze.