Premessa importante: il tifoso che ha molestato in diretta tv la giornalista Greta Beccaglia al termine di Empoli-Fiorentina va assolutamente condannato per il gesto vile compiuto su una donna che stava svolgendo il proprio lavoro. Detto questo, i commenti sul caso si sono sprecati e in certi casi accesi al punto di travalicare la realtà di quanto accaduto. E ne è un esempio il commento che Andrea Scanzi ha riservato alla vicenda. In questi giorni post "fattaccio" di Empoli, il cronista del Fatto è stato molto attivo sia sui social che in tv e in radio per dire la sua sul gesto del tifoso viola. Ma tra un post su facebook e un intervento in radio, Scanzi ha trovato il tempo di modellare la vicenda sulle sue corde preferite: l'attacco contro i "nemici" politici di riferimento dell'area rossa come Salvini e Meloni.
Giornalista molestata in diretta: beccato il tifosoPer capire fino a che punto Scanzi sia accecato dalla lotta politica senza quartiere bisogna partire da un suo post facebook scritto a caldo dopo la molestia fuori dal Castellani: "Si sta parlando molto dell'aggressione a Greta Beccaglia. Giustamente, perché il tema è grave e racconta tutta l'inciviltà greve, sessista e ignorante della nostra società. Purtroppo però, quando il branco si muove e sbava sui social, nessuno fa più distinguo. Qua i piani di azione, e di discussione, sono due. Ben distinti e diversissimi tra loro", scrive Scanzi con una premessa che non promette nulla di buono.
L'attacco su Salvini e Meloni
E infatti dopo qualche altra riga arriva l'affondo su Salvini e Meloni: "I "tifosi". Il primo piano è quello dei "tifosi" che hanno insultato e aggredito la ragazza. Quella gente lì fa schifo e incarna l'apice della frustrazione più sottosviluppata e sessista. Sono "uomini" incolti e violenti, che sicuramente si esaltano con gli slogan dei Salvini e delle Meloni (o peggio), che parlano sempre di sesso perché non lo fanno mai e che reputano la donna un “oggetto”. Gli stadi sono pieni di quel vomito lì e non solo gli stadi, ma pure il mondo reale e i social. E' la stessa gente che fa battute sui gay, sugli stranieri, sui "diversi". Insomma d'ufficio, senza sapere nulla sul molestatore, senza neppure conoscerlo, Scanzi accosta quel gesto agli "slogan di Salvini e Meloni". Il leader della Lega e la leader di Fratelli d'Italia, inutile sottolinearlo, mai e poi mai si sognerebbero di ispirare con le loro battaglie un gesto come quello di Empoli. E puntualmente la condanna di quanto è avvenuto è arrivata sia da Fratelli d'Italia che dal Carroccio. Ma a Scanzi non basta.
Disse "non te la prendere" alla reporter molestata. Sospeso dalla tv ma non ci staE così si presta al giochino sterile di mettere sullo stesso piano il gesto vile di un uomo e le sue (ignote) passioni politiche. L'attacco di Scanzi poi si fa più duro: "Rumenta mononeuronale. Chi ha toccato il sedere a Greta e chi l'ha insultata va fermato, indagato e condannato. E' gente vomitevole, rimasta all'età della pietra, che non serve a nulla: quando va bene fa schifo, quando va male è pure pericolosa. Monnezza morale". Sulla condanna del gesto, come detto, concordiamo, ma leggendo queste parole dopo il riferimento a Salvini e Meloni viene il dubbio che Scanzi ponga in quella "monnezza morale" non solo chi palpeggia una donna, ma anche chi segue Salvini e Meloni magari sui social.
Il chiodo fisso di Scanzi
A toglierci i dubbi c'ha pensato lo stesso Scanzi qualche giorno dopo ai microfoni di "Radio Punto Nuovo" in cui ha ribadito in modo più esplicito la sua posizione: "Quello che è successo a Greta Beccaglia? – ha detto Scanzi – Ho immaginato che si trattasse del classico personaggio che si esalta leggendo i post di Salvini e Meloni. Il che non significa che tutti quelli di destra sono molestatori, anzi. Francamente, non me lo immagino come un grande intellettuale, che non si esalta come uno che legge Pertini e Berlinguer. Ma me lo immagino come uno che faccia battutacce sui neri e sugli omosessuali". Insomma nella narrazione "scanziana" nulla di nuovo sotto il sole. Ci saremmo stupiti del contrario. Chissà se in futuro riuscirà per una volta a tenere separato l'odio per Salvini e Meloni dalla cronaca e dal commento giornalistico. Una sfida (forse già persa) per il nuovo anno che sta per arrivare...
