"All'attenzione del presidente del Consiglio Giorgia Meloni Prima, di Fratelli d'Italia leader, di Salvini tutor, di Tajani maestra di sostegno". Una lettera soave che Littizzetto Luciana, come al solito acculata sul pianoforte, recitò tra gli applausi divertiti del pubblico di Fabio Fazio. Melons, così la cita (ragazza) torinese chiama scherzosamente la premier romana. Il Melonificio è un vizietto dinanzi al quale l'arco costituzionale si fa archetto e qui si radunano i depositari del me too però al contrario, tutti assieme per andare contro, non criticamente, come qualunque democrazia consente, ma con l'offesa, l'ingiuria, l'insulto.
Pure i giornalisti si mettono in fila, Perego Jeanne per chi non lo sapesse, già stagista del consolato generale di Francia a Vancouver, consulente di Crocetta Rosario in Regione Sicilia e iscritta all'Ordine regionale dei giornalisti del Lazio, non ha voluto mancare alla chiamata e dunque aveva definito Giorgia Meloni una pescivendola, senza alcuna reazione o protesta dei mercanti ittici. Avete presente i film western e certe posture dei cowboys? Bene per Scanzi Andrea, detto la penna de Il Fatto, la Meloni "con quella camminata alla John Wayne pensa di fare una cosa figa" riferendosi all'incontro tra la "stronza" e il De Luca Vincenzo ideatore dell'insulto medesimo. Scanzi non spiega chi sia il Paul Fix contemporaneo che abbia insegnato il John Wayne's iconic walk alla Meloni ma sarebbe troppo.
Saliamo di nota: davvero irresistibile il momento nel quale, il famosissimo rapper foggiano Gennarone ha approfittato dell'adunata dell'1 maggio per andare in cronaca: "L'Italia sta vivendo l'ombra del fascismo grazie a quella bocc...ara di Giorgia Meloni", roba buona di una kultura aperta, libera, democratica, antifascista, antagonista, antalgica, analcolica.
Maiorino Alessandra è una fervente senatrice Cinquestelle, essa si batte per i diritti civili e di conseguenza ha etichettato la premier come la cheerleader di Trump. Ma, per ribadire il concetto, ha chiarito che l'immagine non è affatto una offesa ma anzi una descrizione politica attinente a un determinato stile di comportamento; restando tra le majorettes anche Giannini Massimo, per completare l'alto suo pensiero della premier con il cappello in mano da Trump, ha voluto sottoscrivere l'affermazione della Maiorino di cui sopra, ebbene sì, è una cheerleader, ha detto Giannini, che non è affatto un Uomo qualunque come il giornalista Guglielmo, ma è Massimo e basta.
A Siena, poi, se la spassano durante le lezioni di Montanari Tomaso, rettore dell'università per stranieri. In uno dei suoi ultimi eleganti pensieri ad alta voce, il docente ha definito Meloni, La Russa, Nordio e Lollobrigida, "banditi", tipo quelli della banda del buco di Napoli si potrebbe pensare, città nella quale il docente ha pure insegnato alla Federico II. Dolce il ricordo del corteo delle femministe "Non una di meno", pure e dure, riunite a Roma e in marcia al grido "Meloni, fascista sei la prima della lista" con distribuzione di volantini che riportavano l'immagine della premier e il messaggio chiaro: "Ti mangiamo il cuore". A proposito, Boldrini Laura ha voluto difendere il compagno Landini Maurizio che aveva etichettato come cortigiana la Meloni, infatti, nelle improbabili vesti di accademica della Crusca, l'ex funzionaria dell'Onu ha spiegato che la frase del capo sindacalista è frutto di un errore semantico, tra maschile e femminile il significato muta, Landini non è stato offensivo perché ha usato il termine femminile ma in senso maschile. Epperò, c'è gente che commette errori grammaticali soltanto pensando. Ultime di cronaca diplomatica: il più grande insulto è arrivato dall'ambasciatore russo a Roma, Paromonov Alexey, il quale ha detto "non abbiamo offeso la Meloni, avete preso una cantonata".
Paromonov ha ragione, il tovarisch Soleyov Vladimir stava scherzando, i russi so' ragazzi, specie in tv, come diceva Yakov Smirnoff: "In Russia avevamo solo due canali televisivi. Il Primo Canale era di propaganda. Sul secondo Canale c'era un agente del Kgb che diceva: Tornate sul Primo Canale". Dasvidania.