Mai si era vista tanta solidarietà al Papa. L'attacco di Trump ha fatto scoprire l'esistenza di tanti insospettabili papisti, soprattutto a sinistra. Ben altro atteggiamento rispetto a quello a cui ci hanno abituato negli ultimi decenni quando i Papi dicevano la loro. Come dimenticare, ad esempio, l'ostilità per l'ultima grande battaglia di Giovanni Paolo II: quella per la menzione delle radici giudaico-cristiane nel preambolo del Trattato costituzionale europeo. Giovanni Paolo II intervenne ripetutamente ma venne ignorato come un nonnetto fastidioso dai governi progressisti d'Europa e dal presidente della Convenzione incaricata Valery Giscard d'Estaing. La situazione è peggiorata dopo l'elezione al soglio pontificio di Joseph Ratzinger. Il caso più eclatante è la famosa lezione di Ratisbona nel 2006, quando il Papa teologo si limitò - citando un imperatore bizantino - a dire che la jihad è insensata e contraria a Dio. Il mondo islamico divenne una polveriera con attacchi alle chiese che ebbero il loro epicentro a Gaza, dopo la minaccia di Hamas a "ritirare le sue parole". Nessuna voce si alzò a sinistra in sua difesa, nemmeno quando il partito di Erdogan lo paragonò a Hitler. Anzi, diversi esponenti della sinistra europea pretesero le sue scuse e bollarono le sue parole come "crociate". Nel 2007 il copione si è ripetuto quando Ratzinger fu costretto a rinunciare a inaugurare l'anno accademico alla Sapienza per la protesta di professori ancora oggi militanti. All'epoca la Cei denunciò che il governo Prodi aveva suggerito al Papa di non andare. L'elezione di Francesco nel 2013 ha cambiato le cose e ha portato tanti ex "mangiapreti" a riscoprirsi papisti soprattutto quando il pontefice argentino si esprimeva sui migranti, fingendo di ignorare tutte le sue prediche in difesa della vita nascente e contro l'eutanasia. Fino a oggi, Leone XIV non aveva riscosso grandi entusiasmi negli ex ghibellini rossi diventati guelfi.
C'è voluto Trump per far apprezzare Prevost a chi continuava ancora a rimpiangere le posizioni strong di Francesco su Gaza. Ma il diritto/dovere del Papa di intervenire nel dibattito pubblico va tutelato sempre e non solo a targhe alterne.