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Sondaggi, il centrodestra unito supera il 50%

Secondo le rilevazioni YouTrend-Agi la coalizione conservatrice va oltre la soglia psicologica e si attesta al 50,6%. Pd e M5S sono in difficoltà

Sondaggi, il centrodestra unito supera il 50%

Uniti, per la prima volta, oltre il 50%. È questo il dato più interessante che emerge dallo studio di YouTrend e Agi. Il tradizionale report con il quale ogni due settimane YouTrend e Agi fanno il punto sui rapporti tra le forze politiche italiane delinea un centrodestra che vola alto. Per la prima volta l’alleanza tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia sfonda il muro del 50% dei consensi. Il 50,6%, per la precisione.

A trainare la coalizione è, naturalmente, la Lega. Il partito di Matteo Salvini cresce ancora: adesso tocca quota 33,4%. Quasi un punto percentuale in più rispetto alla rilevazione precedente. E segna risultati mirabolanti anche la formazione “patriottica” di Giorgia Meloni che invece aumenta di un punto secco. Performance che vale per il partito il 9,2% dei consensi. Forza Italia resta sostanzialmente stabile rispetto a quindici giorni fa. Al 6,9% del 24 novembre, infatti, fa da contraltare il 6,8% di oggi. Messi in fila i numeri dei tre partiti principali del centrodestra, più quelli delle liste minori collegate, il risultato fa, appunto, 50,6%. Cifra notevole. E un balzo in avanti che supera la soglia psicologica del 50%.

In occasione della nascita del governo Conte bis il centrodestra, come ricorda Libero, valeva il 46,3%. Allora i due blocchi - quello giallorosso e il tridente Lega-FdI-FI - erano pressoché equivalenti. Questo significa che in meno di due mesi il divario si è allargato fino agli attuali sette punti e mezzo. Chiaro il messaggio: più l’esecutivo agisce, più si rende riconoscibile agli elettori, più aumenta il rigetto degli italiani. Ecco perché a Palazzo Chigi, e non solo, sono terrorizzati dalla partita che si sta giocando sull’ex Ilva.

L’alleanza M5S-Pd-LeU-Italia Viva tocca il minimo storico del 43,1%. Difficoltà maggiori le incontrano i pentastellati che rispetto all’ultima rilevazione lasciano sul terreno un ulteriore 1,2%. E ora retrocedono al 17,5%. Cifra critica. Vale la pena ricordare che quando è nato il secondo esecutivo Conte, il M5S aveva parzialmente invertito la rotta, tornando a superare - seppure di poco - il 20%. In pratica in poco più di due mesi, i grillini hanno perso oltre tre punti percentuali. Il Pd scende al 18,7%. Restano al palo anche Italia Viva e LeU. Il partito di Matteo Renzi cresce appena dello 0,1%, toccando quota 4,8%. Mentre LeU si deve accontentare del 2,1%. A conti fatti, e non ci vuole molto a capirlo, se si tornasse al voto oggi il centrodestra sbancherebbe e andrebbe al governo con una maggioranza dei seggi davvero rilevante.

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