Il sondaggio che fa tremare Letta

Una rilevazione di Youtrend mette all'angolo il segretario: gli elettori dem hanno più fiducia nel premier. E preferiscono la Meloni piuttosto che Renzi

Il sondaggio che fa tremare Letta: gli elettori del Pd si fidano più di Draghi

"Quanta fiducia avete in queste personalità che fanno parte della scena politica?". È questa la domanda a cui hanno risposto alcuni elettori del Partito democratico, sulla base di cui è emerso uno scenario con tanto di colpi a sorpresa. Il sondaggio YouTrend commissionato dal gruppo del Pd del Senato - su cui la settimana scorsa tra l'altro si sono scaldati gli animi - riporta alcuni dati clamorosi che hanno provocato più di qualche scompiglio nella strategia politica di Enrico Letta. Il segretario dem si è trovato di fronte a una situazione paradossale: gli elettori del Partito democratico, stando alla rilevazione in questione, hanno maggiore fiducia nel premier Mario Draghi che nel loro leader.

La batosta per Letta

Al quesito posto all'elettorato dem era allegato un elenco di 7 nomi su cui esprimere la propria fiducia. In vetta trionfa proprio l'attuale presidente del Consiglio, che con un ottimo 92% si piazza al primo posto. Segue poi Letta con l'80%, staccato dunque di ben 12 punti percentuali. Completa il podio il capo dello Stato Sergio Mattarella, stabile ormai da settimane all'86,4%. La quarta slot è occupata da Giuseppe Conte, leader in pectore del Movimento 5 Stelle, che ottiene il 73,3% di giudizi positivi.

E arriviamo ora all'altro dato eclatante: come riportato da La Repubblica, Matteo Renzi si ferma a 10,4% (in calo di 8 punti rispetto al precedente sondaggi) e si fa quindi sorpassare da Giorgia Meloni (12,8%, con un incremento di tre punti e mezzo). È proprio così: gli elettori del Pd hanno maggiore fiducia nella leader di Fratelli d'Italia che nel leader di Italia Viva. A cui evidentemente non vengono perdonate né la scissione né la caduta del Conte bis. All'ultimo posto si trova il leghista Matteo Salvini con il 4,4% di gradimento.

Ora il Pd è a un bivio

Questi numeri saranno ovviamente oggetto di grande riflessione all'interno del Partito democratico, i cui vertici saranno chiamati ad analizzare con attenzione tutti gli scenari politici locali e nazionali: il Pd è quotidianamente dilaniato tra chi spinge per un'alleanza strutturale con Movimento 5 Stelle-Liberi e uguali e chi si vorrebbe tenere alla larga da un matrimonio con i grillini. Nel frattempo per Letta saranno decisive le elezioni Amministrative, nello specifico quelle di Roma e Torino: qui il segretario dem non ha trovato un'intesa comune con Conte e così la sua leadership - in caso di vittoria del centrodesta - sarebbe messa in forte discussione.

"Non c'è stato il sorpasso"

L'ultimo sondaggio Ipsos ha fatto molto discutere: il Pd viene dato come primo partito in Italia, seguito da Fratelli d'Italia e dalla Lega. Ma per Rado Fonda, direttore di ricerca di Swg intervistato da Italia Oggi, il sorpasso dei dem non c'è proprio stato: il Carroccio resta al primo posto e FdI in crescita al secondo, mentre il Partito democratico (dato al 19% e rotti ormai da settimane) conclude il podio. L'arrivo di Enrico Letta al posto di Nicola Zingaretti è servito a tamponare la perdita di preferenze, ma in sostanza ha messo il Pd in una situazione di vero e proprio stallo.

Come mai? Semplicemente perché il neo-segretario si sta intestardendo su tematiche come lo ius soli e la tassa di successione. "Questi temi di bandiera sono serviti a Letta a frenare l'emorragia di voti, ma non bastano a far decollare il partito", ha spiegato l'esperto. Insistere su queste proposte sicuramente serve per rafforzare la parte militante, ma non riesce ad allargare il campo del consenso: "La maggioranza del Paese ha altre priorità, i temi economici, le tasse sul lavoro, il lavoro che non c'è. Davanti alle emergenze innescate dall'epidemia, i temi bandiera sono marginali".