Fingiamo che siano sonnambuli, che vedono e non vedono. Soprattutto ciò che appare evidente: Torino semi devastata, delinquenti incappucciati che martellano gli agenti e incendiano mezzi della polizia. Così difficile? Forse sì.
Alla fine, a sinistra non viene spontaneo rappresentare i fatti nella loro semplicità, non passa mai di moda la "sovrastruttura", quei pensieri arzigogolati tra la difesa d'ufficio di un certo mondo e l'inguaribile complottismo. "Le frange più violente e ristrette potrebbero essere state mandate dai provocatori" teorizza il matematico Piergiorgio Odifreddi. Anche Concita De Gregorio, in un'analisi su Repubblica, spiega grosso modo che alla fine un poliziotto mandato in ospedale - che è un poliziotto mandato in ospedale - finisce per giovare al "governo della destra". Una bella rievocazione della strategia della tensione.
Non resiste a tenere gli occhi aperti anche Ilaria Cucchi, senatrice di Avs. Prima si schiera nettamente e senza indugi contro gli assalitori di Torino: "Io mi rivolgo proprio a voi, criminali". Salvo aggiungere una postilla sui social dove posta la foto di un dimostrante sanguinante. E stavolta la colpa è della Meloni che non gli ha espresso solidarietà. Tesi finale: "Meloni, Salvini, Piantedosi, quelli che si lamentano dei disordini che si sono scatenati sono gli stessi che avrebbero dovuto fare di tutto per scongiurarli". Quindi responsabili quasi al pari dei "criminali" che l'avevano indignata tanto nella sua esternazione.
Sogni d'oro anche al sindaco di Torino Stefano Lo Russo che ha visto un altro film, soprattutto quando sottolinea che Avs, il partito più vicino al mondo antagonista, non ha mostrato "alcuna ambiguità" nella vicenda. Il primo cittadino, dirigente Pd, non ha nulla da dire neanche su quella "borghesia colta", accusata dal procuratore generale Musti di "tollerare benevolmente" la guerriglia che sta tenendo sotto scacco la metropoli sabauda.
Risposta testuale: "Non appartengo né frequento abitualmente ambienti riconducibili a un'élite sociale o a un ceto alto borghese, e non dispongo quindi di elementi diretti per esprimere valutazioni". Parola di sonnambulo: se c'era, dormiva.