
La first lady americana Melania Trump scende in campo dopo la sparatoria di Minneapolis, dove sono morti due bambini di 8 e 10 anni e altre 17 persone sono rimaste ferite, e chiede maggiori controlli per cercare di prevenire altre stragi. Mentre nella città del Minnesota si continua a scavare nella vita di Robin Westman per individuare il movente che lo ha portato a scatenare la sua follia omicida durante la messa di inizio anno della scuola cattolica dell'Annunciazione. La moglie del presidente Usa si dice "distrutta" dalla sparatoria "insensata e perversa". "La tragica strage evidenzia la necessità di un intervento preventivo per identificare i potenziali autori di sparatorie nelle scuole - afferma la first lady su X - I segnali di allarme sono spesso evidenti, con molti individui che mostrano comportamenti preoccupanti e lanciano minacce violente online prima di agire. Essere consapevoli di questi segnali e agire rapidamente può salvare vite umane e rendere le comunità americane più sicure".
Le autorità non hanno ancora spiegato cosa ha spinto il 23enne Robin Westman ad aprire il fuoco attraverso le vetrate della chiesa, prima di suicidarsi, ma le forze dell'ordine spiegano che il killer ha visitato la chiesa settimane fa per pianificare l'attacco. Le tre armi utilizzate nell'attacco sono state acquistate legalmente e gli inquirenti stanno perquisendo diverse proprietà collegate al giovane, oltre alla sua presenza online. Westman - che nel 2020 ha cambiato legalmente il suo nome da Robert a Robin - ha pubblicato video inquietanti, tra cui pagine di un manifesto scritto a mano che inneggiava alla violenza su una pagina YouTube poi cancellata. Ma ha pure confessato di "essere stanco di essere transgender": "Tengo i capelli lunghi solo perché sono il mio ultimo brandello dell'essere trans. Sono stanco di essere trans, vorrei non essermi mai fatto il lavaggio del cervello", ha scritto prima del massacro nella scuola dove si è diplomato nel 2017 (e dove sua madre ha lavorato dal 2016 al 2021). "Tagliarmi i capelli ora perché sarebbe una sconfitta imbarazzante. Probabilmente me li taglierò il giorno dell'aggressione", ha proseguito, dicendo di "essere pentito di essere transgender... Vorrei essere una ragazza, ma non posso permettermelo".
Intanto, uno dei piccoli sopravvissuti alla sparatoria racconta il gesto da eroe di uno dei suoi compagni, che lo ha protetto dalla pioggia di proiettili. "Mi ha salvato la vita, spero stia bene presto", racconta con la voce rotta dal pianto Weston Halsne, 10 anni: "Era proprio accanto a me. Ero a due posti di distanza dalle vetrate, quindi gli spari erano proprio vicino a me.
Il mio amico Victor, però, mi ha salvato, perché si è sdraiato sopra di me, ma è stato colpito". Non sono chiare le condizioni del bimbo, colpito alla schiena, ma sono ancora nove i feriti ricoverati in ospedale, di cui cinque bambini, e uno di loro è in condizioni critiche.