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"Stop all'accordo con Israele. Pressioni su Mosca per fare la pace: attenzione sul gas"

Meloni in missione al Vinitaly annuncia la sospensione del rinnovo automatico dell'intesa militare. E corregge l'Eni

"Stop all'accordo con Israele. Pressioni su Mosca per fare la pace: attenzione sul gas"
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nostro inviato a Verona

È mezzo pieno il bicchiere di Giorgia Meloni al Vinitaly. Anzi, è pieno, ma di polemiche. La visita alla 58esima edizione del più importante salone del vino italiano, a cui la premier tiene sempre molto, è stata l'occasione per riaggiustare le linea dell'Italia in termini di politica estera. Prima ancora di mettere piede all'interno di Veronafiere, dove era attesa da un'ala di folla entusiasta e bagnaticcia per la pioggia battente, Meloni aveva già riempito i taccuini dei giornalisti di notizie succose, in un punto stampa decisamente molto denso.

Meloni quasi a freddo annuncia un po' a sorpresa, "in considerazione della situazione attuale", la decisione di "sospendere il rinnovo automatico dell'accordo di Difesa con Israele". Il ministro della Difesa Guido Crosetto viene incaricato di inviare all'omologo a Gerusalemme, Israel Katz, una lettera di sospensione del memorandum, che prevede uno scambio di materiali militari e una collaborazione in termini di ricerca tecnologica applicata alle forze armate e che è entrato in vigore il 13 aprile 2016 e rinnovato tacitamente cinque anni dopo. Scaduto lunedì, verrà seppellito in attesa di tempi migliori, se mai verranno.

Un gesto forte, anche se piuttosto simbolico. Fonti vicine al governo Netanyahu minimizzano la portata dell'atto, anzi il dossier stesso: "Non si tratta di un accordo di sicurezza, ma di un memorandum d'intesa privo di un vero e proprio contenuto e quindi la decisione non ha un significato pratico". Però la discontinuità c'è, e sembra cogliere di sorpresa l'alleato e vice a Palazzo Chigi Matteo Salvini, anch'egli in giro ieri per i padiglioni veronesi: "Sono d'accordo sulla decisione dice il ministro leghista ma non conosco le motivazione, non l'ho presa io".

Poi Meloni prende a girare per i padiglioni delle varie regioni, il suo Lazio, il Veneto, l'Alto Adige, un saluto alla produttrice umbra Chiara Lungarotti, una sosta nello stand di Bellavista, dove un paio di anni fa aveva pranzato, e tra un'acclamazione e un calice, parla della proposta dell'ad di Eni Claudio Descalzi di rivedere il bando sul gas russo che dal 1° gennaio 2027 potrebbe bloccare i 20 miliardi di metri cubi che arrivano da Mosca. "Descalzi è un operatore di settore e chiaramente ha il dovere di porre le questioni per come le vede", nota Meloni. Che però continua "a sperare che a gennaio 2027 saremo riusciti a fare dei passi avanti" e non dimentica "che la pressione economica che abbiamo esercitato sulla Russia in questi anni è l'arma più efficace che abbiamo per costruire la pace". Un processo lento e farraginoso, nel quale però la premier ribadisce l'intenzione di stare sempre dalla stessa parte, con gli Ucraini, "un popolo che si sta difendendo e con se stesso sta difendendo anche noi".

Un fiume in piena, l'inquilina di Palazzo Chigi. Il Vinitaly storicamente la ispira. E così, prima di un pranzo al padiglione del Piemonte in compagnia del governatore Alberto Cirio, mette sul tavolo l'ipotesi di sospendere il patto di stabilità e l'Ets, l'Emissions Trading System, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO2, strumento di politica climatica stabilito dall'Unione europea ma molto gravoso in questo momento per le aziende. Poi una bordata alla sinistra italiana sull'Ungheria ("mi fa un po' sorridere che sia così contenta di un risultato di un'elezione in cui la sinistra non è pervenuta").

C'è tempo, naturalmente, anche per aprire il dossier più legato al contesto, quello agricolo: "Stiamo cercando di dare risposte a questo settore. Abbiamo allargato una misura al mondo dell'agricoltura che ci consente di riconoscere ai produttori un credito di imposta pari all'aumento che registrano. Esattamente come abbiamo imposto di fatto un'impossibilità di aumentare il costo del gasolio agricolo".

Dopo quattro ore

Giorgia lascia la fiera: molti bicchieri sollevati, pochi assaggiati, sorrisi, incoraggiamenti, idee chiare. Chi si aspettava una placida passeggiata tra tralci di vite si è dovuto ricredere. In vino veritas, almeno stavolta.

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