"Soldi ai Cinque stelle da Chavez". Lo strano silenzio della stampa italiana

La stampa italiana continua a tacere sulle rivelazioni dell'ex 007 venezuelano. Quelle sui presunti finanziamenti destinati ai grillini. E il MoVimento evita la graticola grazie al doppiopesismo

"Soldi ai Cinque stelle da Chavez". Ma la stampa italiana tace

C'è un ex vertice degli agenti segreti venezuelani che, in presenza della giustizia iberica, ha parlato di fondi partiti dalla dittatura di Hugo Chavez in favore di alcuni partiti di sinistra, tra cui il MoVimento 5 Stelle. Trattasi, fino a prova contraria, di fondi presunti. Ma il caso, dal punto di vista giornalistico, esiste. IlGiornale ha pubblicato per primo la notizia. Eppure il resto della stampa italiana, al netto di qualche eccezione, stenta a parlarne o non ne parla affatto. Come mai?

Lo ha notato pure Marco Taradash, animatore di Stampa e Regime su Radio Radicale, oltre che membro della direzione di + Europa: "Possibile - ha scritto - che dei 3,5 (tre milioni e mezzo) di euro di finanziamento ai 5Stelle da parte del governo venezuelano, presunto ma affermato davanti a un giudice spagnolo, abbiano finora scritto soltanto @ilgiornale e @ilriformista ? #Carvajal", si domanda via Twitter il giornalista, che è un noto liberale e radicale. La risposta è sì: è possibile. C'è uno strano silenzio che sta accompagnando la vicenda sotto il profilo mediatico. E questo nonostante la politica si stia interessando del caso.

Il leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni ha chiesto al vertice pentastellato Giuseppe Conte di chiarire la vicenda e di prendere le distanze pubbliche dalla dittatura comunista. L'ex premier non ha mosso ciglio, né sul primo né sul secondo punto sollevato dalla Meloni. Ma c'è anche una vera e propria iniziativa parlamentare. IlGiornale.it ha dato notizia dell'interrogazione a firma dell'onorevole Augusta Montaruli, esponente di Fdi. Nell'iniziativa portata avanti dal deputato, si richiede "quali urgenti provvedimenti si intendano adottare per verificare un’eventuale ingerenza di uno stato estero sulla politica nazionali e le scelte assunte dal governo, anche in politica estera". L'ipotesi è che un Paese straniero abbia in qualche modo contribuito a decidere le sorti elettorali di un partito, e di conseguenza quelle dello scacchiere parlamentare venuto fuori dalle elezioni politiche. Una suggestione, per carità, che comunque non sembra interessare ai media.

L'interrogazione della Montaruli, stando a quanto abbiamo appreso, è destinata tanto al ministro dell'Interno Luciana Lamorgese quanto al ministro degli Esteri Luigi Di Maio. E la questione potrebbe essere discussa già a partire dalla prossima settimana. Accenti da porre ce ne sarebbero. Il resto della stampa, tuttavia, continua a tacere in merito. Il che, inutile nascondersi, può risultare atipico. Qualche utente, sotto il posto di Marco Taradash, commenta con ironia: "Al Fatto Quotidiano volevano scriverne, ma hanno rinunciato, di solito prima delle sentenze definitive non amano sbilanciarsi", scrive uno. E un altro: "E mica si tratta di Renzi".

L'opinionista Benedetta Frucci, sempre su Twitter, annota quanto segue: "Mi dicono che la prossima puntata di Report sarà sulle mascherine di Arcuri e i respiratori di D’Alema. Quella dopo ancora sui presunti fondi di Chavez a Casaleggio. O sbaglio?". L'ironia accompagna un post che segnala come i media non abbiano affrontato recenti scandali, presunti o meno che siano, riguardanti esponenti e partiti di sinistra. Ma la "presunzione", quando si tratta di altri, non vale. E di casi portati all'attenzione del grande pubblico senza badare troppo alla sostanza ne potremmo elencare a bizzeffe.

Peraltro questo non è uno dei quei "casi": dei presunti finanziamenti derivanti dal regime di Chavez ne ha parlato l'ex capo degli 007 venezuelani, peraltro ad un giudice. Ma tutto o quasi tace. Diventa impossibile non notare l'esistenza del più classico dei doppiopesismi mediatici.

Commenti