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LE PRIMARIE IN INDIANA

Il successo dei trumpiani e la pulizia nei Repubblicani

L'entusiasmo della base per il secondo mandato Trump si riflette chiaramente nei numeri di una mobilitazione senza precedenti

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Le primarie in Indiana di martedì si sono configurate come una vera e propria operazione di chirurgia politica orchestrata da Mar-a-Lago, con l'obiettivo dichiarato di regolare i conti internamente al partito. Trump ha messo nel mirino i sette senatori statali repubblicani che l'anno precedente avevano osato bloccarne l'azione. Il risultato di questa strategia è stato netto: i "ribelli" sono stati spazzati via.

Cinque su sette sono stati sconfitti. Nomi storici come Jim Buck sono caduti sotto i colpi di campagne massicce finanziate con investimenti milionari da gruppi pro-Trump. Non si è trattato di una normale competizione, ma di un messaggio a tutto il partito: l'opposizione interna è punita politicamente.

L'entusiasmo della base per il secondo mandato Trump si riflette chiaramente nei numeri di una mobilitazione senza precedenti. Per i nove seggi della Camera Federale si è presentata una cinquantina di candidati, una media di oltre cinque per distretto, a dimostrazione che il brand Trump è percepito come un biglietto vincente assicurato. In totale, tra Camera e Senato statale, le candidature repubblicane hanno superato le 150, alimentando una competizione interna ferocissima per dimostrare chi fosse il più fedele all'agenda America First. Ne consegue che Trump non è solo popolare, ma agisce come proprietario del processo di selezione della classe dirigente, come dimostrato anche in Ohio con il sostegno a figure come Vivek Ramaswamy.

L'Indiana è diventata un Stato campione di fondamentale importanza per comprendere gli Stati Uniti di oggi. In primo luogo, funge da laboratorio del potere statale: essendo uno stato dove i Repubblicani detengono una super-maggioranza, mostra l'efficacia del processo di "pulizia" degli elementi che si sono opposti a Trump. Il modello verrà sistematicamente replicato in tutti gli Stati Uniti. Inoltre, rappresenta un test sulla tenuta post-2024, provando che il consenso pro Trump è ormai una struttura di potere permanente e radicata sul territorio. Infine, l'Indiana è stato il cuore della battaglia sulla rideterminazione dei collegi.

Nel quadro generale, le possibilità che i Repubblicani ottengano una vittoria schiacciante alle elezioni di Midterm appaiono ora molto più alte di poche settimane fa. Un fattore determinante è rappresentato dalla recente sentenza della Corte Suprema che permette ai governatori repubblicani, 30 contro 20, di ridisegnare di mappe elettorali in modo favorevole al partito Repubblicano.

I Repubblicani possono assicurarsi la Camera anche con molti meno voti totali di quanti servirono nel 2024, grazie appunto a un nuovo disegno strategico dei distretti elettorali. Di contro, l'opposizione democratica appare ancora stordita dalla sconfitta del 2024 e priva di una guida solida.

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